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Samarate si oppone al progetto dell’ospedale unico Busto-Gallarate

Tutto il consiglio comunale di Samarate ha votato contro la centralizzazione dell'ospedale, che vede la diminuzione di 227 posti letto: "Ostacola la medicina territoriale"

consiglio comunale samarate coronavirus

Samarate non aderirà al programma dell’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate se verrà mantenuto il progetto attuale, che prevede la diminuzione del numero di posti.

La decisione, votata in consiglio comunale (tenutosi a distanza) all’unanimità, lunedì 15 giugno 2020, è in linea con la forte presa di posizione di Gallarate e di Busto Arsizio, i comuni “direttamente” coinvolti nel progetto.

“No all’ospedale unico con meno posti”: la posizione ufficiale della Città di Gallarate

«Stiamo uscendo da una tragedia e spero che ci abbia insegnato qualcosa», inizia il consigliere Zocchi nel presentare l’ordine del giorno dell’accordo di programma per l’ospedale unico di Busto Arsizio e Gallarate, «ma io mi chiedo cosa sarebbe successo nelle nostre zone se avessimo avuto l’ospedale unico, con 227 posti letto in meno (circa il 25% in meno), invece degli attuali due ospedali (che hanno 925 posti): di fronte a questa tragedia immane è importante far sentire la voce del territorio samaratese», che è servito ad ora da entrambi gli ospedali.

“OSTACOLO ALLA MEDICINA TERRITORIALE

La rete di assistenza socio-sanitaria, continua Zocchi, dovrebbe essere il primo sostegno e sollievo per i malati: «Smantellare due ospedali per farne uno più piccolo non va nell’ottica della prevenzione: il progetto non garantisce la protezione socio-sanitaria degli abitanti. Non può tutto essere ospedalizzato e ne abbiamo avuto la conferma proprio in questo periodo di emergenza Covid-19».

«È sbagliato chiedersi di rinnovare due ospedali e cercare di metterli insieme per creare sinergie e migliorarne la funzionalità? No, anzi è giusto pensare di progredire, aspirando a delle strutture che siano più moderne ed efficaci rispetto a quelle attuali di Gallarate e Busto, che sono stati concepiti su strutture molto più lineari e a volte molto meno efficaci di quello che può essere un ospedale oggi, con collegamenti più rapidi tra reparti e tecnologie nuove», ha dichiarato Paolo Bossi (Samarate Città Viva), che si scaglia contro la centralizzazione dell’ospedale. «Non possiamo pensare – ha continuato – che tutto si risolva centralizzando l’ospedale e non possiamo pensare che, centralizzando l’ospedale, arriviamo a tagliarne i letti: l’enorme errore è credere di fare sinergia a spese del numero di letti». Infine, ha concluso Bossi, la centralizzazione dell’ospedale farebbe dimenticare la medicina territoriale, « che è quello che realmente porta alla nascita di una sinergia tra ospedale e cittadino».

IL VOTO UNANIME

Le file della maggioranza si trovano concordi su quanto sostenuto dalle opposizioni, tanto che l’ordine del giorno è stato votato all’unanimità. Il capogruppo legista, Leonardo Tarantino, ha dichiarato: «Diciamo che le osservazioni del consigliere Zocchi si inseriscono nell’ultimo decennio della storia della sanità nazionale, non solo lombarda, che ha portato a una serie di tagli sulla sanità pubblica che si sono visti eccome. Da una parte non ha senso mantenere un sistema che pensa di affrontare emergenze che si verificano in modo episodico e raro, ma è sicuramente vero che bisogna riflettere su quanto è accaduto e pensare a prendere delle misure per le emergenze. Una dimostrazione di buonsenso, che mette al primo posto il futuro dei samaratesi».

Il sindaco, Enrico Puricelli, ha ringraziato i firmatari dell’ordine del giorno per aver «portato alla luce un problema che esiste». «Dobbiamo pensare al futuro dei cittadini mettendo nuovi paletti nel sistema di regole che gestisce la sanità, almeno per quanto riguarda quella lombarda. Noi siamo favorevoli al nuovo ospedale soltanto se non ci sarà riduzione dei posti letto», ha concluso Tarantino.

 

L’ospedale unico si farà: ma con qualche modifica “causa covid”

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 16 Giugno 2020
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