Scarico abusivo di liquami nel torrente: nei guai due persone a Colverde

Denunciati i responsabili di una azienda agricola con sede nel Parco Regionale Spina Verde. A loro carico altre violazioni per abusi edilizi, deturpamenti e gestione illecita dei rifiuti

carabinieri forestali

I responsabili di un’azienda agricola di Paré, frazione del comune di Colverde (in provincia di Como, nei pressi di Olgiate Comasco) sono finiti nei guai in seguito a una indagine condotta dai Carabinieri Forestali della stazione di Appiano Gentile. I militari, intervenuti per verificare alcune escavazioni nei pressi di un corso d’acqua, hanno infatti scoperto una tubazione abusiva che consentiva di scaricare direttamente nel torrente Lonee i reflui di una vasca di lavaggio e le acque meteoriche del piazzale di un maneggio.

L’azienda agricola, tra l’altro, si trova all’interno del Parco Regionale Spina Verde e non aveva ricevuto alcuna autorizzazione dall’ente parco per eseguire questo tipo di interventi e per questo motivo i Carabinieri hanno sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Como nei confronti di due responsabili. Indagati che, però, non sarebbero nuovi a questo genere di violazioni: già all’inizio dell’anno i Carabinieri Forestali e l’Ente Parco avevano rilevato numerose irregolarità sui terreni gestiti dalla medesima azienda.

Tra queste, la realizzazione di baracche e di recinzioni non autorizzate e la presenza di vari depositi di letame nei pressi dello stesso torrente Lonee mettendo così a rischio la salubrità delle acque. Inoltre sono stati registrati altri illeciti nei terreni adiacenti (come l’installazione di tornelli lungo i sentieri per impedire il passaggio delle biciclette o l’abbattimento di alberi esterni alla proprietà) e addirittura nei confronti delle recinzioni che segnano il confine di Stato tra l’Italia e la Svizzera. Una “mossa” per cui sarà contestata la violazione penale di occupazione abusiva del suolo demaniale.

Lungo, quindi, l’elenco dei reati di cui dovranno rispondere i denunciati: abusi edilizi, deturpamento di bellezze naturali, abuso paesaggistico e gestione illecita di rifiuti, oltre che della recente apertura dello scarico abusivo in violazione anche alla normativa di polizia idraulica, il tutto all’interno di un’area protetta di particolare pregio naturalistico.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 23 Luglio 2020
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