“Sporting Club Gigi Riva”, il campione di Leggiuno dà il nome ad una squadra africana

A Parakou, in Benin, c'è una squadra che porta il nome di Rombo di Tuono. Tutto grazie ad un medico sardo con tifoso del Cagliari, a chi ha donato le maglie e a chi ha fatto da tramite. Riva: "non mi tiro indietro se c'è da dare una mano"

Generico 2018

Metti l’amore per l’Africa, la passione per un campionissimo del nostro calcio come Gigi Riva, una missione in Benin e un po’ di ragazzini appassionati di pallone.

Mischia gli ingredienti ed ecco che ne esce l’esperienza raccontata dal Corriere della Sera, ripresa da vari siti pugliesi che negli anni hanno raccontato i progetti di Agostino Trombetta, sardo di origine, medico he lavora al Pronto Soccorso dell’ospedale Padre Pio a San Giovanni Rotondo.

Da anni Trombetta collabora con l’iniziativa di Missione Africa Onlus nata per aiutare i bambini più sfortunati a costruirsi un futuro migliore. Per farlo il medico, tifosissimo del Cagliari, ha portato il nome di Gigi Riva nel Continente Nero, più precisamente nel Benin. È nata così una società di calcio dedicata a Rombo di Tuono: lo Sporting Club de Parakou “Gigi Riva”, che è diventata la squadra di Parakou, una città di 170 mila abitanti.

I giocatori indossano proprio la maglia rossoblù, riproduzione fedele di quella originale indossata dai campioni dello scudetto del 1970. Le maglie le ha donate a Trombetta un infermiere sassarese, Sandro Nuvoli, che le aveva a disposizione:

“Ho 60 anni ed ho vissuto l’epoca di Gigi Riva – ha dichiarato Trombetta ad un giornale online foggiano – In quel periodo nacque il mio amore per il Cagliari, di cui sono tifosissimo: quando posso, vengo a vedere le partite in Curva Sud”.

A fare da tramite tra il medico sardo, l’infermiere sardo e il campionissimo nato a Leggiuno c’è Chaddad, come racconta il Corriere della Sera:

«Sono arrivato grazie ad Alpidio Balbo, del Gruppo Missionario di Merano. Mi ero fatto male giocando a calcio in Benin e rischiavo l’amputazione della gamba. Lui si impegnò per farmi curare in Italia e mi fece ospitare da sua figlia Emanuela». Chaddad non completa il liceo e decide di rientrare nel suo Paese per rendersi utile lì. Fa l’imprenditore, costruisce strade e case, però gli resta il desiderio di aiutare i ragazzini. Il calcio, sua antica passione, diventa il mezzo giusto.

Rombo di Tuono, presidente onorario del Cagliari che quest’anno compie 100 anni, è venuto a conoscenza di questa storia e non si tira indietro, come racconta ancora il Corriere della Sera:

«Sono orgoglioso, è una cosa bella. Fanno sacrifici veri, immagina cosa significa giocare senza scarpe, io l’ho fatto da bambino dopo la guerra, in un’Italia distrutta. Mi sento vicino a questi giovani calciatori, vorrei abbracciarli tutti e se avranno bisogno di qualcosa vedrò come darmi da fare. Io faccio il tifo per loro».

Quando Gigi Riva era un bambino prodigio

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 luglio 2020
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