Collina San Michele, la minoranza risponde a Legambiente

I consiglieri di minoranza Graziella Giacon e Giancarlo De Bernardi tornano nuovamente sulla questione della collina del San Michele

laveno mombello

I consiglieri di minoranza Graziella Giacon e Giancarlo De Bernardi tornano nuovamente sulla questione della collina del San Michele, rispondendo a Legambiente Laveno Luino. 

Essere una Onlus di volontari non esime Legambiente dal dire il vero in maniera leale e secondo buona fede. Nel suo articolo del 10 agosto 2020, Legambiente si preoccupa di precisare che i sottoscritti, nella loro critica, avrebbero sottovalutato il fatto che la stessa, a livello locale, sarebbe sorta nel 1995 e che, quindi, sarebbe da ritenersi estranea ai fatti del 1983.

La precisazione è irrilevante in quanto non smentisce – e Legambiente non si preoccupa nemmeno di farlo – la totale inerzia dell’associazione nei riguardi di problematiche, sollevate dagli amministratori di centrodestra, che affliggono il territorio del nostro Comune, notoriamente ben più gravi di quella che oggi coinvolge il Colle San Michele.

Ci lasciano molto perplessi le preoccupanti affermazioni di Legambiente, in primo luogo, perché chi ha fatto ricorso al giudice amministrativo è Legambiente Onlus (che evidentemente c’era già nel 1983), in secondo luogo, perché i rappresentanti del Circolo Lavenese, anche se non ricoprenti un incarico più o meno istituzionale, erano attivi e presenti politicamente sul territorio, eppure non fecero nessuna obiezione al progetto del 1983!

Ma, per tornare alla data del 1995 e evidenziare l’impalpabilità della propria replica, chiediamo al Circolo lavenese di Legambiente cosa ha mai fatto nei successivi anni, quando gli amministratori del centrosinistra nel 2010 approvavano un PGT che prevedeva addirittura sulla Collina di San Michele la costruzione di 80.000 mc, vale a dire un volume 40 volte più grande dell’intervento oggi contestato; oppure, sempre nel 2010, con il medesimo PGT, prevedevano 5000 mc di nuove costruzioni addirittura alla Caserma Austro-Ungarica di San Michele; e ancora quando nel 2009 approvavano la variante al progetto ex Ceramica Lago trasformando un parco pubblico di 4000,00 mq in area edificabile per i nuovi condomini, oggi in costruzione, in fregio alla via Roma? E, più di recente, quando l’attuale amministrazione comunale ha approvato la nuova variante al PT, perché Legambiente non ha fatto osservazioni di sorta proprio sulla Collina San Michele? Come mai non ha difeso la tentata vendita di un bene-storico culturale quale era una porzione della strada storica della Strecia a Laveno Mombello? Come mai non ha ostacolato l’approvazione di un progetto per la trasformazione di un bene storico-culturale come la Caserma Austro-Ungarica di San Michele oggetto di una deturpante speculazione edilizia? Perché, in questi casi, non ha dato supporto ai rappresentanti del centrodestra che denunciarono con forza questo insensato consumo del suolo?
Forse non era ancora “cambiato il mondo”? Oppure il mondo “cambia” solo in un verso?

Se quelli sopra elencati, come vogliamo credere, non sono valori ambientali da salvaguardare, ci chiediamo quali sono gli obiettivi di Legambiente e perché esiste un circolo locale. Se l’azione di Legambiente resterà orientata a sostegno solo di determinate azioni, ahimè, politicamente orientate, ma, allora, che valori ambientalisti vogliono difendere? Quali valori vogliamo rinnovare?

Si ricorda che proprio la relazione di ISPRA sul consumo del suolo, richiamata nell’articolo del 10 agosto 2020, evidenzia che il Comune di Laveno Mombello si trova addirittura al 5934° posto tra i comuni italiani con un consumo di suolo pari al 12,60 % e con un incremento pari a “0” nel biennio 2018-2019 con una posizione media che lo relega al 3557° posto tra tutti i comuni italiani, a dimostrazione che il nostro PGT ha tenuto ben conto della riduzione di consumo del suolo.

Questo evidentemente al circolo di Legambiente non fa comodo ricordarlo, così come fa finta di non ricordarsi che noi amministratori di centrodestra, rispetto ad altri amministratori, abbiamo effettuato una riduzione del consumo di suolo con l’approvazione del PGT diminuendo i volumi residenziali da 114.786 a 71.527 (- 37%), il numero dei nuovi abitanti insediabili da 767 a 469 (-37,5%) recuperando Suolo Pubblico sottratto all’edificazione per ben 68.212 mq.  Quindi prima di farci la morale sul consumo di suolo li invitiamo a consultare meglio gli atti comunali.

Auspichiamo che la cultura ambientalista non sia ad personam, che serve solo ad una certa lotta politica, perché ciò svilisce il buon intento dell’associazionismo ambientale, per screditarlo e relegarlo a povera manovalanza politica.

I consiglieri comunali dell’attuale gruppo di Centrodestra e Indipendenti,
Graziella Giacon
Giancarlo De Bernardi
Laveno Mombello, lì 13/08/2020.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Agosto 2020
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