Che documenti servono al neonato?

Dalla denuncia di nascita alla Carta d'Identità: ecco come ottenere i primi documenti del figlio appena nato

Generico 2018

Gli adempimenti burocratici che spettano ai genitori alla nascita di un nuovo figlio non sono pochi: dalla registrazione del nuovo “cittadino” al competente ufficio anagrafe sino alla scelta del pediatra passando per Carta d’Identità ed eventuale Passaporto. Di seguito una rapida guida su come fare tutto, senza perdersi.

Denuncia di nascita del neonato
È la prima cosa da fare. La denuncia di nascita non comporta alcun costo per i genitori e deve essere effettuata entro 3 giorni presso il presidio ospedaliero (o la casa di cura privata) dove ha partorito la mamma (che provvederà poi a trasmetterlo al Comune di competenza), oppure entro 10 giorni presso l’ufficio di Stato Civile del Comune nel quale è avvenuta la nascita o in quello di residenza dei genitori. A effettuare la denuncia in genere è un genitore, in caso di coppia sposata, o entrambi i genitori congiuntamente in assenza di matrimonio. Se mamma e papà fossero entrambi impossibilitati possono delegare questo incarico a una figura di fiducia dotata di “procura speciale”, oppure al medico, all’ostetrica o a un’altra persona che abbia assistito alla nascita.
Al momento della denuncia è necessario presentare l’attestato di nascita rilasciato dalla Direzione sanitaria dell’ospedale dove è nato il piccolo e un documento d’identità (valido e aggiornato) della persona che si sta occupando della dichiarazione. Per i genitori stranieri, non titolari di carta d’identità, occorre esibire il passaporto e/o il permesso di soggiorno. In caso di ritardo, ovvero se la dichiarazione viene fatta dopo il termine di 10 giorni dalla nascita, l’Ufficiale dello Stato Civile può riceverla solo se vengono espressamente indicate le motivazioni del ritardo e in ogni caso la situazione viene segnalata al Procuratore della Repubblica.
Oltre al nome del piccolo (massimo tre nomi – eccetto quelli di padre, fratelli, sorelle, o che siano ridicoli – riportati tutti per esteso e senza virgola ), è possibile scegliere anche il cognome. Dal 2017 i genitori possono scegliere di attribuire al figlio solo il cognome del padre, oppure il cognome del padre e quello della madre. In caso di genitori non sposati, se a denunciare la nascita è solo la madre, il bimbo avrà solo il cognome della madre. Se il papà vorrà poi procedere al riconoscimento, dovrà presentare istanza al Tribunale dei minori, corredata dal consenso dell’altro genitore.

Codice fiscale e Tessera sanitaria
Documento fondamentale perché rappresenta lo strumento con cui ogni cittadino viene identificato nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche, il Lombardia il genitore deve recarsi all’Agenzia delle Entrate della propria città e compilare l’apposito modulo. Sarà quindi consegnato al genitore un documento provvisorio in attesa che la Tessera sanitaria, recante anche il Codice fiscale del nascituro,venga recapitata a casa. La tessera sanitaria  garantisce al bebè la possibilità di usufruire delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, è valida anche all’estero e consente di usufruire dell’assistenza sanitaria in tutti i paesi dell’Unione Europea e in altre nazioni con cui sono in vigore apposite convenzioni.

Richiesta del pediatra
Perché il bebé sia gratuitamente seguito da un pediatra, è necessario rivolgersi agli sportelli dell’Azienda Sanitaria cittadina provvisti di carta d’identità del genitore richiedente e del codice fiscale del bambino. Il genitore verrà informato a proposito dei pediatri “disponibili” nell’ambito territoriale di appartenenza (il pediatra di famiglia può avere un numero preciso di assistiti, quando ha già raggiunto il limite non è possibile sceglierlo) e potrà eventualmente esprimere una preferenza. Sempre in questa occasione, il genitore riceverà i riferimenti necessari per contattare il pediatra che è stato “assegnato” al bebè e fissare il primo appuntamento.
I genitori possono anche scegliere un pediatra iscritto nell’elenco di una zona limitrofa a quella di residenza, ma per farlo devono prima contattare lo specialista prescelto e farsi compilare l’accettazione del paziente. In caso di fratelli o sorelle maggiori, al nuovo nato potrà essere assegnato lo stesso pediatra del primogenito, anche se il medico non avesse posti vacanti.
Successivamente, se i genitori volessero cambiare medico, il punto di riferimento è ancora l’Azienda Sanitaria a cui rivolgersi per chiedere la revoca del pediatra e la sua sostituzione.

Carta d’Identità
Indispensabile se mamma e papà hanno in programma qualche viaggio fuori dai confini nazionali, o comunque di prendere l’aereo, anche per raggiungere mete italiane. A rilasciare la Carta d’Identità è l’ufficio anagrafe del Comune di residenza su richiesta anche di un solo genitore (munito di propria Carta d’Identità) che dovrà però presentare allo sportello, assieme alle fototessera del bambino anche il modulo per l’espatrio compilato e firmato da entrambi i genitori (assieme alla fotocpia della documento di identità del genitore non presente allo sportello).
Questo documento certifica l’identità del minore e permette l’espatrio nei Paesi dell’Unione Europea e in altri Paesi non comunitari che hanno stipulato un’apposita convenzione.

Passaporto
Se la meta del viaggio è extraeuropea è necessario chiedere l’iscrizione del bambino sul passaporto del genitore, dove vengono riportati i dati anagrafici del piccolo (fino al decimo anno di età non è necessaria la foto del minore). In alternativa, è possibile richiedere un passaporto personale per il bambino. In entrambi i casi, gli uffici competenti sono quelli della Questura della propria città.

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Pubblicato il 06 agosto 2020
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