Funerali di Massimo Bossi: “Gallarate perde un padre, un imprenditore e un politico”

Politici, amici, famigliari e colleghi si sono riuniti per dare a Massimo Bossi l'ultimo saluto, trattenendo il ricordo di un uomo che ha fatto tanto per Gallarate

la cerimonia funebre dell'ex vicesindaco Massimo Bossi

In una gremita Basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate, venerdì 14 agosto, si sono svolti i funerali di Massimo Bossi, ex politico gallaratese e imprenditore sessantaduenne scomparso improvvisamente lunedì 10 agosto, mentre si trovava in vacanza con la sua famiglia in Puglia.

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I funerali di Massimo Bossi in basilica a Gallarate 4 di 17

Bossi ha militato in Forza Italia: durante il mandato di Nicola Mucci è stato vicesindaco, assessore all’Urbanistica e sindaco pro tempore per sei mesi nel 2010, quando Mucci, nominato alla guida dell’Asl di Sondrio, ha lasciato la carica di sindaco. Nel 2011 è stato avversario dell’ex sindaco Edoardo Guenzani alle amministrative. Ma non è stato solo questo: amante dello sport e impegnato attivamente nel sociale, era co-fondatore dell’associazione “Amici di Luisa”, in memoria della sorella Luisa, scomparsa nel 2007.

Amici, colleghi e rappresentati delle forze politiche locali, presenti e passate, sono accorsi a dare l’ultimo saluto a Bossi. A rappresentare l’amministrazione Cassani, l’assessore ai Lavori pubblici Sandro Rech con il tricolore insieme all’assessore alle Attività produttive, Claudia Maria Mazzetti, e Donato Lozito (presidente del Consiglio comunale); delle file di Forza Italia erano presente i consiglieri Aldo Simeoni e Germano Dall’igna, oltre a Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia). C’era anche l’ex sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli.

Delle forze politiche “avverse” era presente Alberto Lovazzano, assessore al bilancio della giunta Guenzani.

“MARITO, PADRE E AMANTE DELLA BUONA POLITICA”

A celebrare il rito don Riccardo Festa, prevosto di Gallarate:«La sua famiglia e tutti quelli che lo hanno conosciuto saranno illuminati dalla luce di cui Massimo Bossi risplendeva in vita».

Massimo Bossi lascia la moglie Liliana, la propria madre e i figli Giacomo e Francesca, che lo ha salutato commossa così per l’ultima volta: «Massimo Bossi era la mia roccia: ci ha insegnato a vivere e ad amare. Era un padre che ha insegnato a me e a mio fratello a essere gentili e a usare le nostre capacità e virtù come strumento per farci valere nel mondo: per noi è stato un grande esempio. Grazie per questi splendidi anni e ringrazio tutti i suoi amici, presenti e non, che gli hanno regalato splendidi momenti: prendete ciò che vi ha donato e lui sarà sempre con voi».

I suoi dipendenti e colleghi hanno ricordato il loro «capitano e compagno»: «Sarà difficile rientrare e non trovarti al timone, eri il nostro capitano. Ti abbiamo sempre amato e stimato, sempre fedeli al tuo fianco».

«Massimo era un filosofo della vita», ha raccontato ai presenti in chiesa l’ex vicepresidente della Lombardia Mario Mantovani, «era innamorato della sua famiglia, del suo lavoro, dello sport e della sua Cedratese, che anche grazie a lui è diventata una polisportiva importante del territorio. Era innamorato della politica, quella buona; era corretto e moralmente forte. La sua famiglia perde un buon marito e un buon padre. Noi perdiamo un grande amico. L’Italia ha perso un buon italiano».

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L’ADDIO DELLE ISTITUZIONI

«La presenza di così tante persone è significativa della persona che ho conosciuto politicamente e ho apprezzato per il suo modo di fare politica non urlata e basata sul buon senso. Gallarate perde una figura importante, un imprenditore e galantuomo», ha commentato Rech. Un vero e proprio «figlio della città», ha ricordato Donato Lozito: «Lui è la dimostrazione di cosa è un gallaratese: ha amato la sua città, la sua famiglia e la sua azienda. Era un imprenditore concreto, come tutti i gallaratesi, che ha trascorso l’esperienza politica con la cifra da liberale e da imprenditore concreto spinto da voglia di fare e determinatezza. Ha voluto che venisse approvato il primo Pgt, che ha rinnovato sul piano urbanistico la città: al suo interno c’era una forte connotazione solidaristica, che era l’impronta di Massimo».

«L’improvvisa e tragica scomparsa di Massimo è scioccante; il ricordo del suo impegno sociale sportivo e imprenditoriale si somma con molte immagini. Io ne ricordo l’entusiasmo con cui si era riavvicinato alla vita politica negli ultimi tempi: vorrei che il suo esempio di imprenditore impegnato nello sport e nel sociale rimanesse un esempio per tutti», ha commentato Farioli.

 

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 14 Agosto 2020
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