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Andrea, 18 anni: “Così ho trovato l’anziano disperso nel bosco“

Primo giorno di scuola anche per questo giovanissimo volontario: grazie a lui il ritrovamento dell’ottantenne che ha passato tre notte all’addiaccio

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«Un macchia nera nel bosco. Mi sono avvicinato e l’ho visto: un golf scuro addosso, e poco altro. Era disteso e gli ho detto: “Signor Aldo, come sta? Poi ho avvertito i vigili del fuoco che hanno pensato al recupero».

Ore 10 di domenica scorsa, una bella giornata di settembre, l’ultima delle lunghe “vacanze“ – come per milioni di altri studenti – per Andrea Bui (nella foto), 18 anni ad aprile, quarto anno all’istituto Cobianchi di Intra. Lui e gran parte degli uomini “abili“ di Orino si erano dati appuntamento in piazza per riprendere le ricerche dell’anziano disperso e che aveva già passato ben tre notti nel bosco, a 80 anni.

Lo sguardo di Aldo Negrini campeggiava sulla bacheca della protezione civile, immortalato in uno scatto: capelli brizzolati e un numero di telefono stampato sull’immagine, quello del sindaco: “Chi lo avesse visto è pregato di chiamare questo numero 328…“.

Un cartello che non era lì per gli orinesi. Tutti in paese hanno il cellulare del sindaco, e tutti conoscono il “signor Aldo”, che quando era un po’ più su di fisico aveva partecipato anche lui alle operazioni periodiche di pulizia, che i volontari della protezione civile fanno per strade e sentieri.

«Siamo partiti appena dopo le 10, agli ordini dell’Ucl dei vigili del fuoco», racconta Andrea. «Eravamo arrivati con la jeep nel settore di nostra competenza quando abbiamo cominciato a setacciare la zona nei pressi delle sculture di legno, sopra Cerro».

Un’area piuttosto frequentata, se si rimane nei sentieri. Perché spesso i viottoli del bosco in questo tratto si confondono con le piste lasciate dagli animali selvatici che all’imbrunire o all’alba scendono in paese a cercare l’acqua. Forse uno di questi sentieri ha tradito l’anziano che si è perso, senza telefono. E a quanto pare è rimasto lì, per tre notti, da giovedì a domenica mattina.

«Ad un certo punto, mentre camminavamo proprio sopra il Bosco incantato ho visto una specie di macchia a terra, mi sono avvicinato ed era lui. Ho chiamato un compagno di squadra che si è avvicinato al punto e abbiamo allertato i vigili del fuoco: era sua la voce uscita quasi per magia dalla radio che ha riacceso le speranze dei famigliari di questo storico villeggiante milanese: «Trovato! Trovato». Ancora nessuno in paese ci credeva ma i vigili del fuoco, i parenti e il sindaco si sono subito precipitati in direzione del luogo del ritrovamento, a circa un paio di chilometri dall’abitato di Orino, di fatto già entro i confini di Cocquio Trevisago.

«Lui era sdraiato, gli abbiamo fatto qualche domanda, abbiamo cercato di tenergli su il morale, mi era parso confuso. Poi l’hanno preso in carico i vigili del fuoco». Nonostante Andrea faccia il volontario nel piccolo paese da circa un anno, tra i compagni della protezione civile è diventato una piccola star, coi “gradi“ conquistati sul campo: «Ma ho fatto solo il mio dovere. Se non l’avessi visto io l’avrebbe trovato qualcun altro».

Un fatto tuttavia per niente scontato, dal momento che anche una mezza giornata in più per un fisico debilitato dopo giorni di digiuno sarebbe potuta risultare fatale per l’anziano che non a caso dopo il recupero è stato ricoverato in ospedale.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 14 settembre 2020
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