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Il sindaco di Samarate scrive a Conte: “Gli studenti perderanno inutilmente giorni di scuola”

Enrico Puricelli invia una lettera critica a Conte e alle ministre Azzolina e Lamorgese, deluso per la risposta negativa del prefetto alle sedi alternative per il voto del Referendum: "Quando apponete una firma su una direttiva ciò che ordinate si infrange come uno tsunami sulla gente"

Enrico Puricelli

Dopo aver ricevuto una risposta negativa da parte del prefetto alla richiesta di sedi alternativi per il voto del Referendum del 20 e 21 settembre, il sindaco di Samarate, Enrico Puricelli, ha scritto al presidente Conte, alle ministre Azzolina e Lamorgese per porre luce sulle conseguenze negative per le scuole del territorio del no alle sedi alternativi proposte.

Egregi Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ministra dell’Interno Luciana Lamorgese,

chi scrive è il sindaco di Samarate, una cittadina di circa 16mila abitanti del basso Varesotto, adiacente l’aeroporto di Malpensa. In questi ultimi sei mesi non mi sono arreso davanti ad alcuna difficoltà. Giorno dopo giorno, in questi mesi di pandemia, ho lavorato con l’unico obiettivo di risolvere  ogni tipo di problema che l’emergenza mi ha posto dinanzi. Presente in ogni occasione, ho collaborato con tutte le forze civili e militari coinvolte e io stesso,  al pari dei miei concittadini volontari, ho consegnato pacchi alimentari, aiutato
famiglie in difficoltà e offerto un segno di sentito cordoglio a chi ha perso i propri cari.

Questi mesi sono stati travolgenti e, seppure io non abbia l’età per fare un paragone di questo  tipo, credo di rendere bene l’idea se affermo che mi è sembrato di stare in mezzo a un conflitto. Ogni giorno un problema diverso, ma sempre con la volontà di affrontare e risolvere quanto più possibile qualsiasi situazione, fino all’ultimo, senza fermarsi mai. Ho scelto di non concedermi neppure un giorno di ferie perché tante erano le incombenze: il controllo di tutti gli edifici scolastici e la loro sistemazione per renderli fruibili in tempo per i ragazzi samaratesi.

In ultimo anche il referendum!  Non potevo starmene con le mani in mano, così ho chiamato il prefetto per avere delucidazioni in merito, ho seguito i consigli che mi sono stati dati, ho riunito i funzionari e contattato la Stazione dei Carabinieri per effettuare sopralluoghi e rendere attuabili le soluzioni alternative.
Al termine di questo percorso condiviso, che consentiva lo spostamento dei seggi elettorali, ho inoltrato regolare domanda agli organi competenti affinché, in questa particolare occasione, fosse possibile  votare in locali diversi da quelli scolastici. Cosa ho ottenuto? Un secco e perentorio diniego.
Nonostante l’impegno e la cura spesi, gli scolari della mia città perderanno senza motivo giorni di scuola. Inoltre dovremo provvedere alla sanificazione di ambienti che avremmo potuto preservare da  frequentazioni estranee al mondo scolastico.
Forse non vi rendete conto perché i vostri bisogni non corrispondono a quelli degli italiani. Molto spesso, però, quando apponete una firma su una direttiva, ciò che ordinate si infrange come uno tsunami sulla gente, in questo caso anche direttamente sulla mia gente, sui miei concittadini – anzi, sui i più piccoli tra i miei concittadini, quelli che, più di altri, vanno protetti al meglio poiché rappresentano il futuro del paese.
Se vi piacerà, potrete consultare in allegato la mia proposta di spostamento e la risposta ricevuta.
Non vedo cos’altro chiedere visti i risultati.
Con osservanza

Enrico Puricelli, sindaco di Samarate

Anche a Samarate niente sedi alternative per il voto. “Rammarico” del sindaco

«Avevamo fatto tutto secondo le indicazioni, avevamo trovato sedi alternative con lo stesso indirizzo dei seggi consueti. E invece niente, hanno bocciato la proposta», ha spiegato il primo cittadino riferendosi alla proposta di individuare come sedi le palestre delle scuole e il centro anziani.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 15 settembre 2020
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