16 storie e interviste prima di Natale: “Besnate si racconta”

Dall'8 al 23 dicembre, ogni giorno sui canali social di Besnate verrà diffuso un video del progetto "Besnate si racconta"

besnate si racconta

Storie di persone comuni, di tradizioni e molto altro di un piccolo comune in provincia di Varese, Besnate, per accompagnare tutti in questo strano Natale: “Besnate si racconta” è il progetto multimediale realizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’attrice e regista Michela Prando.

Si tratta, nel concreto, di 16 interviste video che verranno pubblicate ogni giorno, a partire da martedì 8 dicembre a mercoledì 23 dicembre, sui canali social dell’amministrazione alle 18. «“Besnate si Racconta” nasce dall’esigenza di valorizzare il nostro territorio in un contesto più ampio: come tradizione, come storia recente, come luoghi e immagini, considerandolo un intero spaccato della nostra provincia. Quest’anno abbiamo colto la palla al balzo per fare di un periodo di crisi un’opportunità», spiega il sindaco, Giovanni Corbo.

«Abbiamo ritenuto che partire con questo progetto ci permetterà di entrare nelle case delle persone per valorizzarli – continua il primo cittadino – ma nello stesso tempo di essere vicini come amministrazione per addentrarci in un clima di festa». Michela Prando, in veste di nuova Penelope, tesserà le testimonianze e monterà i video, che rappresentano una nuova modalità tramite cui «raccontiamo la storia di Besnate, di storia recente e di momenti tipici della nostra comunità, perché lo riteniamo un exemplum della provincia in una forma artistica e strutturata».

Il trailer del progetto

«Appena ci è stata presentata Michela Prando l’idea ci è piaciuta subito, visto che si bisogna guardare allo studio avendo ben presente “la terza catastrofe” (il Covid) per ripensare il futuro fuori dalla globalizzazione – interviene Giuseppe Blumetti, vicesindaco e assessore alla Cultura e al Bilancio -il Covid ci ha fatto capire come sia possibile valorizzare le relazioni interpersonali e il nostro modo di vivere. Joan Didion aveva proprio ragione quando diceva Una sera ti siedi a tavola e la vita come la conoscevi non esiste più. Lo stiamo sperimentando ora. Le parole d’ordine di una volta non valgono più: bisogna ripensare un futuro e il senso dei confini, non in senso sovranista, ma che sia soglia e limite. Bisogna imparare la disciplina del limite, una concezione di libertà come responsabilità vs libertà come pulsione auto-affermativa».

La rivalsa dei piccoli comuni

«Sono molto felice di essere stata chiamata per questo progetto, perché io amo raccogliere le storie. Stiamo cercando di confezionare dei prodotti di 10 minuti artistici. Le storie interessanti non devono essere cercate lontano, ce ne sono di meravigliose anche alla porta accanto. Per questo ringrazio tutti i cittadini besnatesi, che mi hanno dato spunti interessanti e imputati per costruire – tra cittadini più anziani e giovani generazioni; abbiamo intervistato delle giovani ragazze che andavano sullo skate, parlando della parità di genere», spiega Prando.

Che idea si è fatta di Besnate? «Io non conoscevo tutte le persone di Besnate, anche se collaboro da tempo con l’amministrazione. Per prima cosa è accogliente e aperta; poi si sta vivendo un cambiamento, perché tante persone dall’esterno stanno venendo a vivere a Besnate, anche da Milano, per la comodità della posizione. Inoltre è agganciata alle tradizioni ma, allo stesso tempo, va verso il futuro e rimane ben aggregata, senza perdere il proprio cuore».

«Questo modo di trovare le relazioni è stato un bel progetto: ora la relazione è diversa, ma c’è la possibilità di raccontarsi e di raccontare il paese in maniera diversa. La relazione che si crea attraverso le storie di ognuno è un modo diverso di raccontare il paese», conclude.

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 05 Dicembre 2020
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