Lettera a una centenaria, come me

Una coetanea apprende che nel paese vicino vive una donna che ha appena compiuto gli anni e decide con carta e penna di scriverle un messaggio. Lezione di vita in un difficile momento passato dall’umanità

Generica 2020

«A una cara signora che compirà 100 anni come me».

Un biglietto scritto a mano a grafia chiara e dalle forme rassicuranti capace di contenere in poche righe il segno di una profonda umanità. C’è da immaginarsele, le mani dell’uncinetto che in paese hanno sfornato centinaia di maglioni per nipoti, pronipoti e parrocchiani, a buttare giù un pensiero per una persona quasi sconosciuta e che oggi condivide la stessa temperie dettata dall’età.

Un pensiero stupefacente nella sua semplicità.

E un gesto che assume ancora più importanza in un momento di angoscia passato dal mondo intero e vissuto come isolamento da milioni di persone, che sembra dire tra le righe: non chiudiamoci in noi stessi ma continuiamo a pensare all’altro.

Questo insegnamento proviene da chi ha vissuto con intensità e pienezza la propria vita come Maria Napoli Della Torre di Cugliate Fabiasco, un secolo il prossimo 25 gennaio e che prima di Natale ha inviato attraverso i suoi parenti un biglietto alla signora Lina Pizzi di Ghirla, centenaria dallo scorso 24 dicembre.

Ma come ha fatto la signora Maria a sapere del compleanno della quasi coetanea che abita appena più a sud, a neppure un tiro di schioppo da casa sua? È stato il caso.

«Un giorno assieme a mia mamma eravamo nella farmacia di Cugliate Fabiasco dove conoscono bene mia nonna, tanto che qui la chiamano “la fanciulla”», spiega divertita Benedetta Mascioni, nipote della signora Maria.

«Parlando con la farmacista abbiamo appreso che anche sua nonna avrebbe compiuto cent’anni, a giorni. Tornate a casa abbiamo raccontato la cosa alla nonna che ha voluto a tutti i costi scrivere il biglietto».

Pensieri riservati e personali con un augurio speciale, «affettuoso, da una centenaria ad un’altra centenaria».

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Maria Napoli Della Torre è nata a Marchirolo il 25 gennaio 1921. Papà originario di Salerno, mamma anche lei di Marchirolo mentre il marito era di Cugliate Fabiasco ed è per questo che misero su casa in paese quando da Varese, luogo di residenza per molti anni, si arrivava ancora con la tramvia.

Una vita passata a fare l’insegnante negli anni duri attraversati dal Paese, quando la maestra era sì un’istituzione, ma per raggiungere gli scolari toccava farsi anche due ore di salita per arrivare a Marzio, in cima alla montagna. Forse è anche per questo che il cuore della maestra è rimasto nelle sue valli, e anni fa decise di trasferirsi definitivamente in quella che un tempo era la casa di campagna. Oggi l’anziana è conosciuta in tutto il paese, amata dal vicinato e dai suoi nipoti e pronipoti. Ogni giorno legge il giornale e si tiene informata guardando la tv grazie alle sue super cuffie bluetooth, così non si perde neppure una parola.

«Certo, se fossi un po’ più giovane mi piacerebbe imparare ad usare il computer..». Mai dire mai. Intanto ecco che arrivano le amiche di sempre: carta e penna. Dopo aver scritto di suo pugno la lettera, nonna Maria l’ha consegnata alla nipote divenuta latrice del messaggio scritto per abbracciare la quasi coetanea. Ora in famiglia non aspettano altro che arrivi il 25 gennaio: «La festeggeremo tra noi, faremo qualcosa di molto limitato visto il momento».

Generica 2020

Maria oggi è sul suo divano a fare l’ennesimo maglione che verrà messo in vendita per sostenere la parrocchia, con le sue cuffie guarda verso la nipote che le scatta una foto. Uno sguardo lungo una vita passata ad insegnare. Una lezione, anche questa volta.

Rare sono le persone che usano la mente…
poche coloro che usano il cuore,
e uniche coloro che usano entrambi.
(Rita Levi Montalcini)

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 31 Dicembre 2020
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