Perché Enrico Letta come Segretario del Partito Democratico
Gentile direttore,
In queste ore sta prendendo forma l’investitura di Enrico Letta quale nuovo Segretario del Partito Democratico.
Premetto che la mia adesione a tale prospettiva è del tutto personale e non impegna il Circolo di Saronno, cui appartengo sin dalla fondazione nel 2007, ma ritengo di poter condividere alcune
riflessioni sulle qualità umane e politiche riguardanti l’ex Primo Ministro scalzato da Renzi che ho scoperto negli anni anche attraverso la conoscenza diretta di elementi del suo entourage.
E’ l’uomo giusto al posto giusto e al momento giusto. Coraggioso rispetto ad una classe politica incapace di compiere scelte innovative e opportune, è politicamente un battagliero leale, un riformista pragmatico, un coriaceo tessitore di alleanze, anche un buon incassatore. E’ un brav’uomo. Mai una parola fuori posto, mai il turpiloquio, mai un urlo.
Credo sia lui il candidato ideale per portare il PD fuori dal guado: ha personalità e senso di responsabilità che lo ha sempre contraddistinto anche nei momenti difficili della sua carriera politica.
Cito un significativo passaggio contenuto nel suo saggio “Contro Venti e Maree”: “…Ho sempre creduto che il Partito Politico consentisse di superare i limiti egoistici dell’IO a favore di una visione più vicina all’interesse generale, centrata sul NOI. Ci credo ancora, ma comprendo il senso di estraneità e di rigetto nei cittadini quando osservano, costernati, i partiti ridotti a mera cassa di risonanza del capo, a luogo in cui i seguaci del leader si acconciano a ottenere i loro piccoli o grandi vantaggi personali rinunciando ad esprimere le proprie convinzioni.
Partiti adulterati, resi scatole vuote, nelle quali, con giochi di specchi, trucchi, il fregare gli altri membri della propria comunità sembra un valore.
Al contrario, la grandezza dell’idea di Partito Politico sta nel mettersi insieme, con lealtà, ascoltando gli altri ed esprimendo la propria convinzione, in modo da avere più idee e più creatività nel trovare soluzioni.
La differenza tra la politica costruita attorno ai partiti e quella basata su avventure individuali sta anche nella questione delle radici e del rapporto con la realtà.
I partiti dovrebbero essere il modo per tenere i piedi per terra, espressione molto sbiadita quando si parla di politica e di partiti sempre più lontani dal radicamento e dalla vita vera della
Persone…”
Carissimo Presidente, il Paese sta attraversando una gravissima crisi, sicuramente sanitaria, ma è molto più preoccupante quella Sociale, la cui tenuta è molto labile, concausa di quella economica che potrebbe riportarci a conseguenze già vissute in passato.
Sono convinto che farai le tue scelte con senso di responsabilità.
Giuseppe Calderazzo
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