Carlo il postino, assieme ai vicini salva un’anziana a Gavirate: “Onorato di portarvi le bollette”

Il racconto di una mattinata difficile: «È finita bene ma solo grazie all'intervento di chi in quel momento si è buttato nel fuoco»

Generica 2020

Non ha paura neppure dell’ultima frase – che poi é il pensiero che più conta, il succo della storia – : «Onorato di portarvi le bollette».

Tema delicato, quello delle bollette. Teso, quasi azzardato per chi di lavoro fa il postino e rischia di venir guardato in cagnesco per le brutte notizie che potenzialmente si nascondono nel borsone.

Ma Carlo questa frase può permettersela, perché il gesto garantisce le phisique du role: arrivava in quel momento con la sua motoretta, lunedì l’altro, e non appena ha visto il fumo uscire dalla casa della signora Elvira non ci ha pensato due volte e assieme ad alcuni vicini valorosi, si è buttato in faccia un foulard bagnato ed è entrato. (nella foto, il motorino del postino Carlo parcheggiato nei pressi della casa dove si è sviluppato il principio d’incendio)

Siamo a Groppello, frazione di Gavirate, aria di lago e di soffritto quando si è sotto mezzogiorno.

La signora E. lascia difatti sul fuoco il pentolino in quel frangente che di poco precede il lancio della passata di pomodoro per attenuare lo sfrigolio: gesti in automatico, fatti mille volte. Ma non succede.

Il pentolino comincia a fumare e la signora forse per un impegno improvviso, forse per una distrazione si allontana dai fornelli. È, parlando coi vigili del fuoco, un copione comune e frutto purtroppo di fior di interventi che fanno presagire il peggio, dal momento che le case in un attimo si riempiono di fumo. Come a Groppello.

Carlo vede e fiuta il pericolo: «Sento urlare “aiuto!, aiuto!”. Nel tempo che fermavo il motorino e mi avvolgevo uno straccio bagnato sulla faccia, sono arrivati i vicini».

L’intervento è veloce, la signora viene salvata dal fumo e dalle fiamme che stavano per divorare la casa se non fosse stato per il coraggio e l’intraprendenza del gruppo: c’è chi si fionda dentro, letteralmente tra le fiamme e raggiunge la donna, chi a spegnere il gas e chi a prendere una canna dell’acqua per soffocare le fiamme.

«Quando sono arrivati i pompieri, (bravi, ma da Varese non potevano volare) tutto il vicinato, la sciura E. e la figlia, erano nella stradina a bere il caffè offerto dai vicini», racconta Carlo.

«È finita bene ma solo grazie all’intervento di chi in quel momento si è buttato nel fuoco.
Onorato di portarvi le bollette».

Nessuno avrà nulla da ridire.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 20 Aprile 2021
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