Marina Di Guardo a Duemilalibri Off: “Bisogna parlarne sempre di violenza di genere”

La scrittrice Marina Di Guardo, ospite della rassegna letteraria di Gallarate Duemilalibri Off, ha dialogato con Sara Magnoli sul romanzo "Nella buona e nella cattiva sorte"

marina di guardo

Bullismo, violenza di genere e il rapporto con la madre: queste tematiche sono racchiuse nel thriller Nella buona e nella cattiva sorte della scrittrice Marina Di Guardo, che all’interno della rassegna Duemilalibri Off, ha dialogato insieme a Sara Magnoli del nuovo romanzo uscito lo scorso autunno.

«Porto i saluti del sindaco e di tutta l’amministrazione di Gallarate. L’appuntamento conferma la linea della rassegna, la vocazione alla femminilità, mostrando il ruolo della donna e la sua potenza. Una femminilità molto piacevole in alcune situazioni, molto impegnata nel caso specifico dei temi sociali e del rapporto tra genitori e figli», ha detto l’assessore alla Cultura, Massimo Palazzi, in apertura dell’incontro in streaming.

La violenza di genere nei thriller

Il romanzo è dedicato a Sergio Altieri: «Quando è mancato si è spalancato un abisso; era una persona di enorme talento, diversa da molti che ruotano nel panorama editoriale. Ha aiutato tantissimi scrittori e ha insegnato loro, aveva un talento innato strabordante», ha affermato Di Guardo, «gli ho dedicato gli ultimi due libri che, se sono venuti alla luce, è grazie ai suoi insegnamenti, che mi hanno dato tanto a livello narrativo, alla sua vicinanza e alla sua amicizia».

Al centro del giallo c’è un matrimonio: la protagonista, Irene, fugge nella casa dove abitava con i genitori insieme alla figlia Arianna per sfuggire alla violenza del marito, Gianluigi. Vuole recidere questo rapporto malato senza mai farlo del tutto, perché la presenza del marito è sempre onnipresente.

Nel romanzo vengono affrontate due tematiche sociali attuali e molto importanti, la violenza di genere e il bullismo. Una storia di finzione come può aiutare le donne su questa tematica?

«Bisogna parlarne sempre: è un’emergenza incredibile e dilagante sotto gli occhi di tutti. Durante il primo lockdown, e poi in autunno, molte donne si sono ritrovate nella convivenza forzata con i propri aguzzini. È drammatico che una donna non possa uscire di casa per cercare aiuto, che debba sollevare il telefono e far finta di ordinare una pizza chiamando la polizia. Dobbiamo continuare a parlarne, anche tramite un thriller, perché no?». Inoltre, secondo la scrittrice, più una storia è in grado di far empatizzare il lettore con i personaggi, più questi vengono a conoscenza di particolari situazioni o episodi di violenza: «Vivere le idiosincrasie, le paure e le incertezze di Irene credo che faccia molto bene, perché può capire meglio le dinamiche; può ispirare alcune donne che vivono una situazione simile o di violenza psicologica».

A subire episodi di bullismo è, invece, la figlia Arianna, che fatica a orientarsi nel nuovo ambiente scolastico dopo aver lasciato Milano.

La figura della madre

Il punto di vista convogliato sulla madre, «rendendola sempre figlia» è una strategia narrativa in grado di rendere centrale il tema della madre e del rapporto con i figli. «Irene è mamma, ma è stata figlia di una mamma attanagliata purtroppo prevedevano delle reazioni negative. La figura di figlia rimane per tutto l’arco narrativo, aleggia nell’aria», ha spiegato Di Guardo.

Infatti, lo sguardo bambino è una costante del romanzo, che si intravede sia in Arianna sia in Irene: «Il punto di vista della bambina che c’è in Arianna ritorna molto nel libro; anche Irene torna nella sua infanzia quando arriva alla casa paterna. C’è sempre l’immagine di un bambino o di una  bambina che racconta la madre, anche quando è deleteria, con lo sguardo innocente che vuole riappropriarsi della propria madre (anche la mamma di Piero e quella di Salvatore)», ha fatto notare Sara Magnoli.

«Le madri sono davvero importante in questo romanzo, hanno un ruolo determinante come nella vita di tutti i giorni. È innegabile la grandissima importanza che la famiglia d’origine ha: non solo la madre ma anche il padre, perché purtroppo – spesso per questioni lavorative – siamo più accuditi dalla mamma che dal papà. La madre è una figura che gioca un ruolo decisivo in quello che diventeremo da adulti, in quello che sacrificheremo o che metteremo da parte. È una figura cardine nell’esistenza dell’individuo, è inevitabile che io ne parli spesso», ha replicato l’autrice.

Il personaggio di Arianna è molto interessante per come costruisce il rapporto ambivalente con la madre: «Vuole difendere la madre – ha spiegato Di Guardo – ma al tempo stesso ha il desiderio di ritornare alla vita di prima, alla quieta quotidianità e all’agiatezza che ha lasciato a Milano. Il trasferimento viene visto con consapevolezza ma anche con aggressività verso la madre; anche lei è una vittima della situazione compromessa del matrimonio. Capisce la madre e la vuole proteggere, soffre per lei, ma d’altro canto egoisticamente vorrebbe tornare a un modo di vivere che ha lasciato e che potrebbe riavere tornando a vivere con il padre, ma che non lo farà. Arianna è una bambina molto vera nei suoi sbalzi d’umore e nei suoi desideri».

Il rapporto con i luoghi: il Lago Maggiore

Il luogo nella tradizione del giallo italiano ha una forte identità e intreccia un rapporto fondamentale con la storia narrata, diventando esso stesso personaggio. «Il luogo in questo romanzo è la casa, il nido d’infanzia: provoca dei moti di stupore in Irene quando la trova indenne dai danni del tempo e dalle intemperie. Poi ci sono la piscina e casa sull’albero, importanti entrambi per i risvolti della trama».

Parte della storia è ambientata a Luino, sulle sponde del Lago Maggiore: Di Guardo ha vissuto nella cittadina da piccola, per circa tre anni. «Luino e il Lago Maggiore sono dei luoghi molto importanti per me, sono anche molto suggestivi: fanno da contraltare alla vicenda, io amo dipingerli in maniera idilliaca e piacevole, devono contrastare con la loro bellezza a delle vicende molto meno poetiche».

Verso la fine della presentazione, la scrittrice ha rivelato di star lavorando a un thriller dalle atmosfere diverse, nel mondo della moda, che dovrebbe uscire alla fine di ottobre.

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 01 Aprile 2021
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