Omaggio ai caduti repubblichini nel giorno della Liberazione, Clerici nella bufera: “Non me l’aspettavo”

Un post sulla sua pagina facebook, ora rimosso, ha portato il suo nome nei quotidiani nazionali "Era un post sobrio, ora sono bannato per 30 giorni" sostiene il consigliere di Varese Ideale

Personaggi generiche

«Non avrei immaginato, io umile consigliere di provincia, di ritrovarmi sui quotidiani nazionali. E con un post sobrio, per di più».

Stefano Clerici, consigliere comunale di Varese Ideale, commenta così la sua improvvisa fama sovralocale dopo l’articolo di Repubblica che cita un suo post, pubblicato su Facebook nel giorno del 25 aprile. Ma sa benissimo che la sobrietà del post era solo apparente e sa anche di avere creato un gran scompiglio, e della comprensibile indignazione, tra chi stava festeggiando l’anniversario della Liberazione d’Italia dal regime fascista.

Innanzitutto, perchè Facebook non solo ha rimosso il post, ma ha pure bannato la sua pagina per 30 giorni: «Cosa su cui sto meditando di fare ricorso – spiega – Perché il post era semplice, con una foto e una citazione da una canzone “Non ho tradito”, del capitano della Folgore Bonola, scritta nel 1945 e conosciuta nel mio mondo. Trovo vergognoso che si facciano polemiche su una lapide funebre: non ho offeso la memoria di nessuno. Sono solo coerente con le mie idee: non ho mai fatto mistero sul mio pensiero su come sono andate le cose. Come sempre ci sono vincitori e vinti e i vinti non sono morti di serie B».

La foto riportava la lapide ai caduti della RSI, la Repubblica Sociale Italiana, più nota come repubblica di Salò, esistita tra il settembre 1943 e l’aprile 1945 e guidata da Benito Mussolini, la cui fine fu proprio determinata dall’insurrezione del 25 aprile.

Generica 2020

 

il testo riportava:

Campo X.
Campo dell’Onore.
#nonhotradito

 

Poche parole ma chiarissime, e simboliche, in quella giornata.
Ora la sua pagina ha un riferimento al 25 aprile più soft: la bandiera di san Marco. «Sono cattolico, per me il 25 aprile è san Marco Evangelista. Ho sempre sognato che il 25 aprile fosse un giorno di pacificazione nazionale, ma questo non è possibile ora e forse non lo sarà mai. Quando sarà cosi sarà un 25 aprile condiviso, magari sarà anche per me una festa nazionale»

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 26 Aprile 2021
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