Lonate Pozzolo saluta Rosetta, la “poetessa” morta investita

La donna investita in viale Ticino nella tarda serata di giovedì, Rosetta Verrillo, era una persona che viveva in marginalità, me che viveva comunque dentro a una comunità. Che oggi la piange

Generica 2020

Ognuno ha un posto nel mondo, tanto più in un paese. E a Lonate Pozzolo ce l’aveva anche «la Rosetta», la donna di 57 anni morta investita in viale Ticino, nella tarda serata di giovedì: appena si è saputo della gravità dell’incidente, in tanti hanno chiesto di lei.

«La Rosetta» si chiamava Rosetta Verrillo. Passava le sue giornate soprattutto nei dintorni del supermercato di viale Ticino, zona Sud del paese, a volte si spostava in piazza: chiedeva una sigaretta o un caffè, che i lonatesi spesso concedevano.

Lonate Pozzolo generica

Rosetta aveva la famiglia, a Lonate, ma viveva soprattutto in strada: personaggio particolare, declamava spesso versi, una poesia. Di rado trovava un pezzo di carta dove appuntare qualche verso. A Lonate l’hanno salutata così: «Ciao poetessa», un po’ come un’Alda Merini di provincia – suggerisce qualcuno – all’altro capo del Naviglio Grande.

Gli accertamenti sull’incidente sono in corso, anche sul guidatore, ma per i carabinieri non ci sarebbero responsabilità di chi conduceva il veicolo, che non ha avuto spazio per fermarsi.

La Rosetta è morta nella zona di via Ticino, quella in cui passava molto del suo tempo: chi abitava in quel quartiere di periferia – palazzine, casette, qualche officina – la conosceva bene. Molti sapevano solo solo il suo nome, ma bastava ad avere un posto nel mondo, per quanto fosse difficile per le relazionarsi. A volte con una poesia declamata.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 02 Luglio 2021
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