“Wilson è un signor tiratore: aprirà gli spazi per i compagni della Openjobmetis”

Alessandro Magro, nuovo coach di Brescia, ha allenato la guardia biancorossa in Polonia. Dove ha sfidato anche Kell: "Un play di stazza che lassù ha avuto grande impatto"

alessandro magro elijah wilson basket

Nel basket globalizzato di oggi può capitare che un allenatore italiano e un giocatore americano si salutino in primavera al termine del campionato polacco – disputato nella stessa squadra – per ritrovarsi avversari in autunno, nella prima giornata della Serie A tricolore. È quel che accadrà a Masnago il prossimo 26 settembre, quando Elijah Wilson, guardia USA della Openjobmetis Varese, riabbraccerà coach Alessandro Magro, fresco di nomina a capo allenatore della Germani Brescia.

I due hanno lavorato a stretto contatto nella scorsa stagione, quando Magro era il tecnico del Dabrowa Gornicza, squadra di cui Wilson era il tiratore principe, con i suoi 14,8 punti con il 42,1% da 3. La loro avventura comune si è conclusa al termine della regular season con un nono posto che li ha tenuti di un soffio fuori dai playoff, una “griglia” scudetto nella quale poi si è imposto lo Stal Ostrow, condotto in campo da un playmaker possente a sua volta arrivato a Varese in estate, Trey Kell. Per questo motivo, abbiamo intervistato Alessandro Magro: toscano di classe 1982, a sua volta esordiente in Serie A da head coach dopo una carriera che lo ha visto sedere (da vice) sulla panchina della stessa Brescia e di Siena oltre che su quella di Omegna in A2 e di Kuban.

Coach Magro, a Varese c’è curiosità per la coppia di guardie titolari della Openjobmetis. Ci parli innanzitutto di Wilson, suo giocatore a Dabrowa Gornicza.

«Elijah è un ragazzo che ha un’altissima etica lavorativa ed è uno dei migliori tiratori che io abbia mai avuto nelle squadre in cui ho allenato, Siena compresa. In palestra lavora tantissimo per migliorare il proprio gioco, è dotato di grande forza fisica nella parte superiore del corpo e poi ha questo tiro da fuori ottimo che permetterà a Varese di aprire molti spazi. Credo, per esempio, che Gentile possa trovare grandi vantaggi dalla sua presenza: Wilson è troppo pericoloso dall’arco per essere lasciato solo e inevitabilmente i compagni possono avere maggiori libertà».

La descrizione è lusinghiera. Non ha pensato di portare Wilson con sé a Brescia?

«No, ma perché per la squadra che stavamo costruendo avevo necessità di inserire un uomo con caratteristiche diverse, e infatti dalla Polonia ho scelto di avere Lee Moore che ha altre qualità, specie in palleggio. Però sono convinto che Wilson farà bene a Varese: prima che firmasse ne ho parlato anche con Adriano (Vertemati ndr) e penso che con lui si troverà a proprio agio».

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Magro a colloquio con Wilson in Polonia

Abbiamo citato i pregi, sveliamo anche i difetti.

«Elijah utilizza bene il pick’n’roll per sé, per liberarsi e andare al tiro, ma deve migliorare nelle letture per innescare anche i compagni di squadra. Un altro aspetto nel quale può crescere è l’attacco dal palleggio. In difesa è giocatore affidabile sulla palla ma deve migliorare il suo posizionamento nei meccanismi collettivi: dovrà ascoltare i consigli di Vertemati ma, come ho detto, Wilson ama lavorare su se stesso e si applicherà anche in questo».

Da avversari, lei e Wilson, avete affrontato anche Trey Kell che alla fine della stagione ha vinto il campionato.

«Kell ha avuto un impatto forte sulla lega polacca: ha grande taglia per il ruolo che ricopre e si è imposto anche “fisicamente” sul torneo. Ostraw puntava al titolo e lo ha ingaggiato perché aveva bisogno di contenere Gabriel Lundberg, la stella dello Zielona Gora che era il miglior giocatore del campionato. Lundberg poi è andato al CSKA Mosca e ciò ha favorito lo Stal Ostrow ma è innegabile che l’innesto di Kell sia stato determinante: ha un discreto tiro, sa attaccare il ferro ma anche alimentare i compagni. Con loro due Varese ha costruito una squadra interessante ed equilibrata».

La Polonia sta diventando un serbatoio importante di giocatori per le squadre italiane. Qual è il livello del torneo?

«Secondo me si colloca a metà strada tra la Serie A e la A2 italiane: ogni squadra può schierare sei stranieri e questo dà modo di ingaggiare tanti giocatori interessanti a prezzo abbordabile, perché magari sono agli inizi della loro carriera europea. Quest’anno le squadre italiane hanno acquistato diversi uomini in Polonia ma anche in passato da quelle parti sono transitati giocatori rivelatisi di primo piano, a partire da David Moss».

Lei prima ha citato coach Vertemati: siete quasi coetanei e all’esordio su una panchina di Serie A. Qual è il vostro rapporto?

Ho grande stima di Adriano e non da oggi, perché ci siamo affrontati e conosciuti tante volte negli anni scorsi. Lo considero un bravo allenatore e penso che Varese abbia fatto una scelta intelligente nell’ingaggiarlo, non è certo una scommessa. Vedremo: quest’anno la Serie A metterà di fronte grandi allenatori molto esperti, a partire da Messina e Scariolo, ad altri sulla breccia da tanti anni, fino a quelli come me, Adriano o Remondino che portiamo un po’ di novità. Credo sarà un campionato molto bello, con tre squadre – Virtus, Milano e Venezia – super e poi con un possibile grande equilibrio tra tante contendenti».

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Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 18 Agosto 2021
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