A Ferno 70mila metri di logistica per Malpensa. Ecco aree e interventi sulle strade

L'intervento è promosso da una grande società internazionale, il Comune vuole approvare entro metà 2022. Previste anche diverse opere sulla viabilità circostante, per "gestire" il traffico

Ferno Generiche

Il gigante della logistica bussa alla porta e Ferno– paese nella zona di Malpensa – avvia subito il percorso per arrivare a realizzare un gigantesco centro di smistamento merci, che – si può immaginare – lavorerà a stretto contatto con l’aeroporto.

La proposta è stata consegnata in Comune da Logistics Capital Partners, gigante internazionale dell’edilizia per logistica, che realizza piattaforme (capannoni e aree contigue) “chiavi in meno”, ceduti poi ai giganti delle spedizioni e della logistica. Tra i clienti maggiori con cui ha lavorato in Italia ci sono Kering e Amazon, sull’asse padano tra Piemonte e Lombardia (nella foto di apertura: magazzino a Settimo Torinese).

Il primo passaggio in consiglio comunale è stato fatto già a fine dicembre 2021, nell’ultimo consiglio di fine anno. «È la più grande opera che Ferno abbia mai visto» dice il vicesindaco e assessore all’urbanistica Mauro Cerutti. «70mila metri quadri tra via Quarto e via Agusta, un capannone a emissioni zero, classe A industriale».

Centinaia di veicoli e “settecento posti di lavoro”

Il capannone sarà realizzato nella zona industriale del paese, che si trova – per così dire – incastonata tra il polo produttivo Leonardo e le reti dell’aeroporto di Malpensa.  Con parcheggi circostanti «per circa 800 veicoli, 700 a disposizione degli operatori e 100 per i dipendenti».

Va distinto: il grosso dei posti sono per “operatori”, che significa camion e furgoni che faranno la spola, mentre appunto un centinaio sono quelli dei dipendenti “in loco”. È questo che fa dire al vicesindaco che il nuovo centro porterà «settecento posti di lavoro», tra diretti e indiretti. «Qui siamo vicino a Malpensa, questo è il valore».

Ferno Generiche
La cartografia dell’intervento

Le opere connesse sulla viabilità

Non a caso le opere connesse sono orientate soprattutto alla viabilità. «Sono oneri di compensazione ambientale, aggiuntivi rispetto gli oneri di urbanizzazione» dice Cerutti, che sintetizza così la posizione dell’amministrazione: «Abbiamo spinto sull’acceleratore». Nel senso che si procede a ritmi serrati (per stare dietro alle richieste del promotore) ma sapendo di essere di fronte a giganti con enormi capitali si sono anche fatte richieste consistenti in termini di opere.

Punto primo: l’intervento prevederà «l’allargamento di via Santa Maria e via Case Sparse». È l’asse che – dalla zona industriale fernese – va verso la Cargo City di Malpensa. Un asse (perimetrale esterna di Malpensa) oggi piuttosto stretto, già teatro di incidenti mortali: dal momento che è previsto l’aumento di traffico dovrà essere allargata e riqualificata, a partire dal curvone sotto la medievale chiesa di Santa Maria, dove dal paese si scende a livello della brughiera di Malpensa.

Secondo intervento: l’allargamento della SP28, che in paese si chiama via Gorizia. È la strada verso Cardano al Campo, che conduce anche verso il casello dell’autostrada di Besnate (A8-A26). Asse un po’ tortuosa e per cui da tempo si chiedeva una ciclabile, che appunto verrà realizzata dall’operatore. «Noi invece come Comune dovremo pensare all’illuminazione».

Terzo intervento: «Verrà realizzata una ciclopedonale lungo via De Gasperi», la strada alberata che si può definire circonvallazione del paese e che congiunge anche i due assi principali di cui dicevamo al punto 2-3.

Ferno generica generiche
Una grafica (VareseNews) con la sintesi dell’intervento e delle opere previste

Quali sono i tempi del progetto Logistics Capital a Ferno?

Si diceva che l’operatore ha interesse ad accelerare e dunque ce l’ha anche il Comune. «Abbiamo avviato la Valutazione d’Impatto Ambientale con la Provincia e la verifica di non assoggettabilità di Vas e variante PGT per l’intervento sulla via Santa Maria» spiega Cerutti.

Presentata la richiesta al 30 di dicembre, la Provincia dovrà rispondere entro il 20 di gennaio. Successivamente si passerà alla Variante al Pgt, che sarà puntuale. E distinta da quella che sarà necessaria per un altro progetto (quello sull’area ex Manifattura), per accelerare al massimo l’intervento.
Obiettivo? «Arrivare ad approvazione a adozione In tarda primavera». Poi via ai lavori. In attesa di scoprire quale marchio comparirà sul capannone e di chi saranno i furgoni che faranno la spola tra Cargo City, il magazzino di smistamento e gli altri clienti.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2022
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Commenti

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  1. Scritto da Franco1164

    Ma l’ecologia, l’inquinamento, la sostenibilità, ecc. ecc. dove sono di fronte a questo? Quando ci sono di mezzo i soldi va bene tutto? I verdi che tanto tuonano contro le ns (indispensabili) auto (qualcuno ha pensato a come smaltire le montagne batterie che ibride ed elettricche genereranno?) dove sono?
    Ipocrisie allo stato puro

    1. Scritto da Felice

      Fatto sta che un’altro pezzo di terreno se ne va via….e piano piano tutta l’area di Malpensa verrà edificata. Ovviamente poi parlare di auto EV ed incolpare i soliti verdi equivale a buttare fumo negli occhi…..ovviamente in questo paese la colpa è sempre dei verdi..non di chi costruisce, non di chi avalla la cementificazione….la colpa è di chi va in bici mica di chi costruisce strade che portano traffico ed inquinamento…siamo al paradosso.
      Se fosse per questi giganti della logistica l’area Padana sarebbe un gigantesco capannone….beninteso sempre in classe A ma pur sempre capannone.

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