Rapporti difficili ai vertici dell’Insubria: il vice denuncia il rettore

Diffamazione e violenza privata i reati che Stefano Serra Capizzano sostiene dei aver subito dall’operato di Angelo Tagliabue, il quale parla di “divergenze istituzionali“ che “troveranno composizione in ambito accademico“

Università dell'Insubria

La coppia vincente uscita dalle elezioni dell’estate 2018 col compito di guidare l’università dell’Insubria sembra non esistere più, almeno sotto il profilo di rapporti professionali trasformati in terreno di scontro, finiti a colpi di carte bollate col prorettore Stefano Serra Capizzano che denuncia il rettore Angelo Tagliabue per i reati di “diffamazione“ e “violenza privata“.

L’oggetto della diatriba riguarderebbe attriti maturati fra i due a che hanno spinto il prorettore ad affidare le sue rimostranze agli avvocati. Ma cosa è successo? Perché la denuncia? «Tutto nasce con l’idea da parte del rettore di cambiare lo statuto e rendermi di fatto licenziabile», spiega Serra Capizzano a Varesenews, modifica dello statuto poi non andata a buon fine e che avrebbe di fatto sdoppiato le cariche alla guida dell’ateneo che ora sono legate a doppio filo l’una con l’altra.

Poi la decisione da parte di Tagliabue di ritirare due deleghe a Capizzano, quella su “ricerca” e “pianificazione strategica”. Ma perché, dunque, la denuncia per questi due reati? I motivi sarebbero stati tutti messi nero su bianco in quanto esposto e fatto pervenire alla procura della repubblica di Varese: ci sono «frasi molto offensive pronunciate durante adunanze pubbliche».

E poi «sono stato cacciato da alcune riunioni», spiega Serra Capizzano, classe 1967, professore ordinario di Analisi numerica nato a Roma ma da sempre vissuto a Cosenza prima di intraprendere la carriera universitaria dopo gli studi a Pisa e le attività di ricerca a Firenze e Milano finendo l’anno scorso nella classifica nella “Top Italian Scientists Mathematics“.

Ma non era meglio chiedere un chiarimento prima di ricorrere ai legali? «È più di un anno che chiedo un incontro, ci sono le mail inviate al rettore, ma sono sempre stato “rimbalzato“». Il difensore di Serra Capizzano, l’avvocato Marta Gilli conferma che il suo assistito ha ricevuto comunicazione da parte della Procura di Varese (sostituto Massimo Politi) circa le norme di legge che si assumono violate, «anche se per ora non possiamo aggiungere nulla, visto che siamo ancora nella fase delle indagini preliminari».

La notizia, pubblicata oggi su “La provincia di Como” (che riporta di una sanzione disciplinare di 10 giorni di sospensione dalla retribuzione a Serra Capizzano) ha scosso gli ambienti universitari dei due capoluoghi prealpini. La coabitazione sembra essere difficile anche perché i tempi per la conclusione del mandato alla guida dell’ateneo si allungano fino al 2024.

Sulla questione è intervenuto il rettore Angelo Tagliabue, ordinario di Malattie odontostomatologiche, classe 1958, che getta acqua sul fuoco: «A tre anni da un progetto comune, nell’ultimo periodo differenti vedute hanno portato a divergenze istituzionali con il Pro Rettore vicario, che troveranno composizione nel proprio ambito naturale, cioè quello accademico. Il lavoro di una Università in ascesa costante su tutti i fronti deve procedere lungo un alveo il cui faro è il progresso scientifico e il rispetto delle persone, per favorire la crescita dei nostri studenti, docenti e tecnici amministrativo in un ambiente sano e stimolante». «L’Università», conclude Tagliabue «è la casa comune del progresso scientifico e del dialogo costruttivo, cui tutti noi dobbiamo tendere per vocazione naturale».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Gennaio 2022
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