La casetta dei libri a Cedrate? “Potevano regolarizzare, fa ridere si presentino come perseguitati”
Il sindaco ha replicato sul caso del punto di book crossing realizzato da una famiglia e contestato come manufatto abusivo
«Nessuno si può ritenere sopra la Legge» continua Cassani. «Il Comune ha fatto il possibile, nei limiti per la legalità. Dal 21 luglio avevano in mano lo strumento per regolarizzare secondo la normativa, senza sanzioni. Che vengano a fare le persone perseguitate fa ridere, come fa ridere l’opposizione: non presenziano a Duemilalibri e poi si trovano in tre a fare un video per denunciare il caso»,
Così il sindaco Cassani replica sul caso della “casetta dei libri” a Cedrate, rimossa perché contestata dal Comune come manufatto abusivo e che doveva passare invece per la procedura paesaggistica.
Il caso è diventato politico perché sottolineato anche dalle opposizioni (nel caso specifico: il Pd) con un video, ma alla fine Cassani e l’assessore al territorio Sandro Rech replicano soprattutto alla coppia di cedratesi che hanno installato la casetta, che ha registrato un buon successo di “utenti” e creato interesse.
«Non sono il sindaco o l’assessore che decisdono se un manufatto può o meno essere messo in opera, per questo ci sono gli uffici preposti» esordisce l’assessore al territorio Sandro Rech. «Se il sindaco o l’assessore ricevono una segnalazione da un cittadino hanno il dovere di chiedere agli uffici di verificare. Gli amministratori di Gallarate non pongono pregiudiziali sulle “idee” ma non possono esimersi da far rispettare le norme». E viene fatto l’esempio del murale realizzato dall’istituto Gadda-Rosselli, oggetto di verifica da parte del Comune.
E quindi la casetta? Rech dice che «i titolari in data 5 agosto hanno presentato un contributo partecipativo sostenendo che non avesse bisogno di autorizzazione paesaggistica. Il Comune, sentita la Soprintendenza, ha ritenuto che non ci fossero margini per regolarizzare e ha avviato un procedimento»
Cassani si irrita soprattutto per le tempistiche: «I proprietari – incalza il sindaco- hanno proposto di autorizzare il manufatto come provvisorio. Sapevano che quella struttura era temporanea».
«Non riteniamo di aver fatto nulla di particolarmente grave» si difende Rech. «Qualsiasi dipendente comunale, sindaco o assessore ha l’obbligo di dover intervenire quando c’è una segnalazione». Da qui deriverebbe dunque la mail del sindaco del 13 luglio che chiedeva agli uffici una valutazione e che ha dato effettivamente il via al procedimento.
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