I fuorilegge degli Eagles
Non fu ancora il loro boom ma era un gran disco
Una foto dei quattro vestiti da outlaws – l’unico caso in cui sarebbero apparsi in copertina – introduce il secondo album dei californiani Eagles, che come per il primo disco erano andati ad incidere a Londra con la guida del grande produttore Glyn Johns (Beatles, Stones, Who, Zeppelin…). Avevano deciso di fare un concept album da ribelli ma in realtà si resero conto che faceva un po’ ridere dipingersi così vista la bella vita che comunque facevano nella California anni ’70: la girarono un po’ dicendo che erano ribelli rispetto all’industria discografica che non valorizzava abbastanza gli artisti fuori da logiche di business. Desperado all’inizio andò meno bene come vendite del primo album, e fu rilanciato dal successo di On the border dell’anno successivo, che iniziò il percorso che li portò ad essere una della band con maggiori vendite della storia del rock: eccola la gallina dalle uova d’oro che per le case discografiche sostituì Crosby, Stills, Nash & Young!
Curiosità: l’idea del West era in realtà un ripiego, visto che quella iniziale era di un disco sugli antieroi, nata dopo aver visto un concerto di Tim Hardin. Ma dopo aver composto “Doolin’ Dalton” e “James Dean” non avevano più idee e cambiarono tema. La seconda canzone a quel punto non c’entrava più e finirà sul disco successivo.
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