Ottantenne rapinata denuncia dopo il “sentito dire”: 32enne assolto a Varese
La vicenda nel settembre del 2018 in un paesino della Valcuvia. Il difensore invoca il “riconoscimento suggestivo”

«Ma lo sai che ieri ne hanno presi tre? Li hanno beccati a rubare. C’era anche un biondino».
Quando l’anziana, arrivata dal parrucchiere per shampoo e piega, ha sentito quelle parole, il tarlo ha cominciato a lavorarle in testa: aveva pochi giorni prima subito la rapina di una collana preziosa e ha colto la palla al balzo per andare a denunciare il fatto ai carabinieri, i quali le hanno proposto alcune foto segnaletiche, cinque, dove all’interno era presente una persona, l’unica, che la donna conosceva fra quei ritratti. Persona che tra l’altro era appena stata fermata assieme ad altre due con l’accusa di furto.
L’istinto: «Massì, è lui lo riconosco. È lui che mi ha strappato la collanina». Ma oggi, 27 giugno, quell’uomo, un 32 enne con precedenti di polizia (ma per droga) difeso dall’avvocato del foro di Varese Federico Caldesio è stato assolto «per non aver commesso il fatto».
Le suggestioni. Il clima del piccolo paese. La conoscenza dei luoghi e soprattutto delle persone. La voglia di giustizia per il torto subito. Sono tutti gli ingredienti di una storia che ha visto il lavoro di accusa, difesa e dei giudici uniti nel valutare con gli strumenti del diritto le responsabilità penali di un imputato, che non sono emerse. Prima ad aver chiesto l’assoluzione, la pm Giulia Grillo.
Poi il difensore che ha esplicitamente parlato di un riconoscimento fotografico del sospettato viziato da aspetti suggestivi: «Le sono state proposte immagini di una persona che conosceva, l’unica fra le 5 propostegli, e che tra l’altro era palesemente in contrasto con l’identikit fornito dalla denunciante che all’Arma ha parlato di un uomo dai capelli biondi e occhi chiari: l’odierno imputato ha capelli e occhi castani».
La donna è stata rapinata il 10 settembre 2018. Dopo 5 giorni la sortita dal parrucchiere. Il giorno dopo, la denuncia.
Una suggestione che dunque ha rischiato di mandare in carcere chi non se lo meritava: l’imputato, come detto in precedenza fermato assieme ad altri due “complici“ pochi giorni prima dei fatti per il reato di furto, è stato anche in quella occasione assolto. L’assoluzione è stata pronunciata dal presidente del Collegio, il giudice Cesare Tacconi.
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