Un week end a Olbia, la città felice
Partire per un weekend, qualunque sia la stagione, è sempre una buona idea
Partire per un weekend, qualunque sia la stagione, è sempre una buona idea. Nella scelta delle possibili destinazioni siamo soliti optare per grandi città d’arte o località più famose, e tendiamo invece a escluderne altre forse meno conosciute, ma di sicuro piene di sorprese. Una di queste è Olbia, a due passi dalla più celebre Costa Smeralda.
Olbia è nota per le sue splendide spiagge, ma in pochi conoscono ciò che questa città ha da offrire, in qualsiasi periodo dell’anno. Ecco perché organizzare un fine settimana qui potrebbe essere una buona occasione per esplorare più a fondo questa località.
Come raggiungere Olbia
Olbia si raggiunge con facilità da qualsiasi aeroporto italiano. Da Malpensa, per esempio, volano diverse compagnie anche low cost che in poco più di un’ora portano a destinazione.
Una volta atterrati, la cosa migliore da fare per muoversi in autonomia, è quella di noleggiare un’automobile con compagnie come Only Sardinia Autonoleggio (autonoleggio Olbia ←sito web), così da potersi spostare senza limitazioni e con più libertà. Dall’aeroporto Olbia Costa Smeralda ci vorranno poi solo 10 minuti per arrivare in centro città.
Cosa vedere a Olbia in due giorni
Olbia si trova in piena Gallura. Il suo nome deriva dal greco e significa letteralmente “felice”. E in effetti, passeggiare tra le sue vie dà proprio un senso di felicità.
Il centro storico di Olbia si sviluppa a partire dal corso principale, Corso Umberto I, interrotto dalle piazze più importanti della città come Piazza Matteotti e Piazza Terranova Pausania vicino alla quale si trova il porto. Le viuzze del centro sono tappeti lastricati sui quali si innalzano edifici antichi, alcuni diventati tele per la street art. Ma l’arte olbiese non si limita solo a quella sui muri.
Le chiese
Camminando per il centro ci si può imbattere in alcune delle chiese più importanti della città. Una di queste è la Parrocchia di San Paolo Apostolo. Si tratta di un edificio sorto in origine sulle rovine di un antico tempio romano e ristrutturato nel corso del Settecento. La sua peculiarità sta nella cupola della prima metà del Novecento, ricoperta da maioliche colorate: è questo dettaglio a renderla la chiesa tra le più particolari di Olbia. L’edificio religioso più antico e importante della città è però un altro. Ci riferiamo alla Basilica di San Simplicio del XI-XII secolo, dedicata all’omonimo vescovo, martire delle persecuzioni del 304 d.C.
L’archeologia
Per approfondire la storia di questo pezzo di Sardegna basta raggiungere l’Isola Peddone, nei pressi del centro storico, e visitare il Museo Archeologico di Olbia. Qui si trovano reperti che risalgono a un periodo che va dalla Preistoria fino al XIX secolo. Ma non solo. Un altro reperto prezioso per chi ama l’archeologia è l’acquedotto romano, il meglio conservato sull’isola, databile tra il II e il III secolo d.C. e visibile in diverse parti della città.
Se si ha a disposizione altro tempo, infine, si può anche fare un salto nei dintorni di Olbia. Tra i posti da raggiungere ci sono per esempio il monumento funerario della Tomba dei Giganti, le fortificazioni nuragiche e il borgo di Palau.
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