Come sono cambiate le aspettative dei ragazzi di oggi: l’esperienza di Anffas Luino

Un quadro che rivela l'evoluzione delle prospettive e dei sogni di questi giovani, pronti a intraprendere un viaggio che, sempre più, con il cruciale sostegno delle istituzioni, li guidi verso la conquista dell'indipendenza e di opportunità lavorative

Lavoro, famiglia, qualità di vita e sogni: come sono cambiate le aspettative dei ragazzi con disabilità intellettiva? Sicuramente si avverte una crescente volontà di conquistare l’indipendenza, di imparare per acquisire libertà, e di sognare la formazione di una famiglia. Questo è quanto è emerso dalle parole di alcuni ragazzi di Anffas Luino che, da diversi mesi, partecipano attivamente a un laboratorio di giornalismo in collaborazione con il nostro giornale.

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L’Associazione Anffas – come ci ricorda Sara Lavorgna – è nata a Roma il 28 marzo 1958 con l’obiettivo centrale di tutelare le persone con disabilità e le loro famiglie. Nel corso degli anni, l’Associazione ha esteso la sua presenza su tutto il territorio nazionale, lavorando instancabilmente per modificare la situazione e offrendo supporto alle persone con disabilità e alle loro famiglie per far riconoscere, rispettare e tutelare tutti i loro diritti. A sottolineare questa missione, è proprio Sara, che ha conosciuto Anffas Luino il 5 febbraio del 2020, dopo un periodo di pausa al termine del percorso scolastico.

Il suo ingresso al CSE – centro socio educativo, aperto nel 2002 e frequentato attualmente da 12 ragazzi – non è stato facile «dato il mio carattere molto introverso, timido e timoroso a seguito del bullismo psicologico subito in passato» racconta Sara, condividendo però con altri compagni la fortuna di essere riuscita ad integrarsi perfettamente grazie al supporto dei tanti educatori che ogni giorno dedicano a garantire ai ragazzi un’esperienza il più possibile strutturata e concreta.

Il 1° marzo del 2022 è invece la data che ha segnato l’apertura dello SFA (servizio formazione alle autonomie), con Sara come prima utente. Un servizio che nel corso del tempo è riuscito a coinvolgere ben 6 utenti in diversi attività, tra cui il nostro laboratorio di giornalismo, l’approccio lavorativo presso la struttura dell’asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia o a Brezzo di Bedero, azioni di volontariato, come il supporto alla sicurezza dei bambini durante il loro attraversamento stradale, e molte altre iniziative.

Laboratori e attività, che tutti i ragazzi raccontano essere stati utili per «migliorare – dice Mirko Papparelli – e acquisire maggiore consapevolezza dei miei desideri. Nel mio futuro – aggiunge Papparelli -, voglio andare a lavorare per aiutare i miei genitori e andare a vivere con la mia ragazza». Un obiettivo, quello di trovare un lavoro, condiviso anche da Emanuel Binda, che racconta: «Sono entrato in questo centro con l’obiettivo di trovare un lavoro e questo obiettivo è stato raggiunto. Ora sto lavorando da una persona che si trova a Cremenaga ed è già un mese che sono lì».

Altri ragazzi, come Ilaria Condoluci, hanno invece imparato a fare la spesa e coltivare un orto, mentre Sabrina Mura ha riconosciuto, grazie alle tante attività, di essere riuscita a «migliorare i miei tic nervosi, anche se faccio ancora fatica a controllare l’ansia e la rabbia. Ma sono molto felice del percorso che sto facendo. La mia priorità – conclude Sabrina raccogliendo i desideri di tutti i suoi compagni – è essere autonoma e soprattutto trovare un lavoro».

Un quadro che ci rivela come le aspettative e i sogni di questi giovani siano oggi in evoluzione, pronti a intraprendere un viaggio che, sempre più, con il cruciale sostegno delle istituzioni, li guidi verso la conquista dell’indipendenza e di opportunità lavorative.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Novembre 2023
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