La città di Varese si fa in 5: in un documento le ipotesi per il futuro della città giardino

Il Documento di Piano (DdP) che illustra gli obiettivi e i primi indirizzi strategici per il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) della città di Varese, verrà presentato in un incontro pubblico in Salone Estense martedì 27

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Il processo per il nuovo Piano di Governo del Territorio della Citta di Varese, a circa dieci anni dall’approvazione del PGT ora in vigore, diventa sempre più un piano condiviso: e proprio quello che si definisce “Documento di Piano”  verrà presentato in un incontro pubblico in Salone Estense il 27 febbraio 2024 alle 18.

Il testo illustrerà gli obiettivi e i primi indirizzi strategici per il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) della città di Varese. e verrà illustrato in un incontro pubblico che precederà il consiglio comunale delle 20.30, il quale avrà all’unico punto dell’ordine del giorno proprio la sua illustrazione ai consiglieri.

Lo studio che verrà presentato si basa su una serie di analisi e mappature tematiche che valutano le condizioni territoriali, le vulnerabilità ambientali, le performance ecosistemiche, lo stato di attuazione del PGT vigente e le trasformazioni urbane in corso o previste, e propone cinque immagini complementari della città di Varese che esprimono le diverse caratterizzazioni strategiche a partire dalle quali il nuovo piano dovrà costruirsi.

Un documento che illustra un quadro generale quindi, non concentrato sui particolari legati agli edifici o alle vie: una sorta di testo programmatico che vuole tracciare le linee guida del nuovo PGT. In particolare la Varese del futuro è immaginata in cinque diverse versioni, ognuna delle quali è un tema portante di riflessione.

LE CINQUE CITTÀ DEL FUTURO

Le cinque città dal piano vedono: una Varese città verde, “biodiversa e adattiva ai cambiamenti climatici, che punta a preservare il suolo, valorizzare e tutelare gli ecosistemi naturali, promuovere azioni di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e sostenere politiche energetiche orientate alla sostenibilità”. La seconda è una Varese città del welfare locale: “inclusiva e attrattiva per l’abitare e il lavoro, che mira a rafforzare il ruolo di Varese come polo attrattivo per nuove forme dell’abitare e del lavoro, valorizzando le connessioni ferroviarie di scala territoriale, garantendo un’offerta insediativa differenziata e integrata, creando nuovi spazi attrezzati per il lavoro, lo studio e la socialità, ripensando l’area del campus universitario e realizzando una rete di welfare di prossimità che risponda ai bisogni delle categorie più fragili della popolazione”.
La terza è una Varese città di nuovi turismi e di un sistema culturale diffuso, “Che si propone di valorizzare la dimensione culturale della città intesa sia come rete di spazi e attrezzature a servizio dei cittadini sia come risorsa economica e turistica per una platea più ampia, promuovendo la valorizzazione del patrimonio storico-testimoniale, la riqualificazione degli spazi pubblici e la creazione di nuovi spazi culturali temporanei, la realizzazione di itinerari di fruizione paesaggistica e culturale di valenza sovralocale, la sperimentazione di forme integrate di ricettività e accoglienza”.
La quarta è una Varese città sana degli sport e del tempo libero, “Che si focalizza sulla valorizzazione e riqualificazione delle grandi strutture sportive urbane esistenti, sul miglioramento del sistema di accessibilità del trasporto pubblico locale alle strutture sportive cittadine, sulla promozione della valorizzazione del sistema delle attrezzature sportive di quartiere, sulla realizzazione e attivazione alla scala del quartiere di sistemi di aree e spazi aperti da coinvolgere in azioni di attivazione di spazi culturali temporanei e luoghi di aggregazione per l’organizzazione di eventi e attività sociali”.
La quinta è una Varese città multicentrica, della mobilità sostenibile e delle reti di prossimità: “che si occupa di migliorare i nodi strategici dell’accessibilità urbana e riqualificare il sistema degli spazi pubblici connessi, di ridefinire l’asse di via Borri come porta lineare d’accesso alla città, di rafforzare le identità locali concentrandosi sulla valorizzazione dei rioni a partire dalla loro differenti vocazioni, di attivare una diversa struttura della mobilità pedonale di prossimità e una riorganizzazione del sistema delle attrezzature pubbliche di quartiere, di valorizzare la presenza degli spazi culturali diffusi di quartiere, di favorire il recupero e la valorizzazione dei nuclei antichi e degli insediamenti rurali di matrice storica, di tutelare e valorizzare il paesaggio rurale come spazio della produzione agricola e come risorsa ambientale, paesaggistica e fruitiva”.

I particolari del documento di piano verranno illustrati ai cittadini nell’incontro di martedì 27 febbraio in salone Estense, nella sede del comune di Varese.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2024
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