Vincenzo Schettini trasforma Varese in una grande aula ai Giardini Estensi
Il professore e divulgatore sui social ha trasformato il Varese Summer Festival in un'aula a cielo aperto, affascinando giovanissimi e adulti con la sua lezione-spettacolo

(Foto Mattia Martegani)
E’ raro fare lezione il 17 di luglio e ricevere applausi e sorrisi. Ma è quello che succede, ogni volta che capita a Vincenzo Schettini, professore di fisica, divulgatore sui social della sua materia – youtube, tiktok, instagram e chi piu ne ha piu ne metta – e ora anche protagonista di uno spettacolo teatrale che sta facendo successo in tutta italia, diretto e prodotto da Paolo Ruffini, l’artista e autore di Colorado.
E anche ieri sera, ai Giardini Estensi, Schettini ha trasformato il Varese Summer Festival in una grande aula scolastica con il suo spettacolo “La fisica che ci piace”: oltre mille spettatori hanno partecipato con entusiasmo, cantando e imparando insieme a lui.
Per portare a compimento le cinque “lezioni ” della serata – su Forze, Moti, Energia, Onde e Meccanica quantistica – Schettini ha coinvolto tutto il pubblico, e in particolare ha ricostituito sul palco una “classe” eterogenea e rappresentativa di tutte le età, formata da cinque spettatori: Lorenzo, studente di seconda media e appassionato di canottaggio, Pasquale, ingegnere, Giulia, esperta nella risoluzione di problemi sui siti web, Ilaria, studentessa di terza superiore con interesse per l’informatica, e Maria, educatrice della scuola dell’infanzia.
Interrogando e strapazzando bonariamente i malcapitati, e grazie a una energia travolgente e alla capacità di trasferire la sua passione per la fisica, Schettini ha reso la serata un evento speciale per tutti, nessuno escluso: dal pubblico intero, che ha improvvisato un coro “polifonico” diviso nei tre settori della platea per definire quali onde sonore creano le piccolissime corde vocali, ai salti di Pasquale sul tappeto elastico per scoprire le forze in gioco, o anche alla rappresentazione con Betty dell’elettrone e dell’atomo, dove Schettini rappresentava l’elettrone monello delle ultime scoperte.

La sua lezione interattiva – semplicissima, niente paura: proprio le basi minime della fisica, ma “piantate in testa” a colpi di canzoni con testi reinventati ad hoc e gag divertenti – aveva l’intento, specifico e dichiarato, semplicemente di mostrare quanto la fisica possa essere divertente e accessibile a tutti, indipendentemente dall’età o dal background personale.
Un intento particolarmente diretto ai bambini e ai giovanissimi: il suo target perfetto nonchè il futuro dell’Italia: che sempre meno sono spinti a vivere la conoscenza come un valore e a cui sta diventando importante ricordare che la conoscenza è fondamentale per progredire, per rendere se stessi e il territorio attorno a sè migliore, in questi tempi in cui studiare non vale niente, quando non è addirittura un danno.
Un popolo di giovani spettatori – anche ieri sera erano in molti, e a loro il professore ha consigliato di “andare tanto a teatro, a vedere di tutto, perchè apre la mente” – per i quali vale la pena coniare il termine “lovvini” per ricordare che il motore ultimo, anche dello studio e della conoscenza, è l’Amore, parola con cui lo spettacolo si è concluso.
Abbassate le luci, Schettini si poi è trattenuto per un firmacopie del suo libro, incontrando personalmente tanti suoi fan che l’hanno atteso “per fare quattro chiacchiere”, una foto e la firma del libro di questo personaggio che, contribuendo a riempire un vero e proprio “buco di comunicazione” tra i giovanissimi e la scuola – rappresenta uno dei più interessanti risultati del nuovo mondo digitale.
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