Beko Europe taglia la produzione in Polonia. Sale la preoccupazione tra i lavoratori di Cassinetta
Chiudono lo stabilimento di Łódź, dove si producono asciugatrici, cucine a libera installazione e componenti plastici, e il reparto frigoriferi freestanding di Wroclaw. Coinvolti circa 1800 lavoratori. Produzioni trasferite in Romania e Turchia
La comunicazione è arrivata nel primo pomeriggio di giovedì 5 settembre, al Comitato aziendale europeo (Cae). Beko Europe ha annunciato al sindacato la chiusura in Polonia dello stabilimento di Łódź che si pronuncia “Uch”, dove si producono asciugatrici, cucine a libera installazione e componenti plastici, e il reparto frigoriferi freestanding di Wroclaw. Una ristrutturazione in cui sono coinvolti circa 1800 lavoratori e che sarà realizzata entro aprile 2025.
«Non ce lo aspettavamo – commenta Chiara Cola storica rsu della Uilm dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno -. Non è girato nulla di questa decisione e non mi aspettavo che toccassero la Polonia. Ma soprattutto non mi aspettavo una comunicazione così fredda, stiamo parlando di 1800 lavoratori polacchi e delle loro famiglie. Un metodo che gli abbiamo contestato».
Tra le ragioni alla base della decisione riferite al Cae, c’è sicuramente la difficoltà che sta attraversando il mercato dell’elettrodomestico in Europa e l’aggressività di alcuni competitor, in particolare Corea e Cina.
«Gli elettrodomestici a libera installazione – continua Cola – erano già stati trasferiti da Whirpool Emea in Polonia perché il costo del lavoro era più basso. Ora Beko Europe fa lo stesso: per aumentare la marginalità sposta la produzione dalla Polonia in paesi dove la manodopera costa meno, ovvero in Romania e nella stessa Turchia. Francamente da una multinazionale che ambisce a diventare un player europeo di questo mercato, mi aspetto investimenti, non tagli al ribasso».
In Italia Beko Europe ha cinque stabilimenti che danno lavoro a quasi cinquemila persone, di cui duemila a Cassinetta di Biandronno. Già dalla primavera scorsa i sindacati dei metalmeccanici, Fiom, Fim e Uilm, avevano sollecitato un incontro con la proprietà, cioè Arcelik, la multinazionale turca che ha acquistato il pacchetto di maggioranza di Whirlpool Emea, per discutere del nuovo piano industriale. L’incontro dovrebbe avvenire tra settembre e ottobre. «Noi stiamo aspettando una data per vedere questo piano e farci un’idea di quello che potrebbe accadere – conclude la sindacalista – ma la data non è stata ancora comunicata. Nel frattempo siamo tutti in uno stato di attesa e preoccupazione».
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