La Provincia di Varese vende l’edificio dell’Archivio di Stato
L'argomento è stato uno dei punti all'ordine del giorno nell’ultima seduta di consiglio provinciale del 30 ottobre 2024. Riceverà dal ministero poco meno di un milione e mezzo di euro, che verrà destinato per l'edilizia scolastica. Su quest'ultimo punto, scontro tra minoranza e maggioranza

La Provincia di Varese si prepara a cedere al Ministero della Cultura la proprietà dell’edificio attualmente in uso come sede dell’Archivio di Stato, in via Col di Lana a Varese.
L’argomento è stato uno dei punti all’ordine del giorno nell’ultima seduta di consiglio provinciale del 30 ottobre 2024. Ad illustrare la proposta oggetto di una variazione di bilancio è stato il consigliere delegato al bilancio Mattia Premazzi, sottolineando che il ricavato della vendita sarebbe stato destinato all’edilizia scolastica, settore di competenza diretta della Provincia.
«Il percorso dell’alienazione ha avuto inizio nel luglio 2022, quando il Ministero della Cultura ha formalizzato la richiesta di acquisizione dell’immobile, dove è attualmente in affitto con un canone annuale di 51 mila euro – Ha spiegato Premazzi – La Provincia aveva inizialmente proposto una cifra di 2 milioni e 466 mila euro, ma il Ministero ha ribattuto con una controproposta che ha ridotto l’offerta a 1 milione e 464 mila euro, cifra che è stata poi oggetto della delibera presentata al consiglio».
Il consigliere Marco Colombo di Fratelli d’Italia, nell’illustrare il motivo per cui il suo gruppo si è astenuta, ha espresso perplessità sulla differenza tra la cifra iniziale proposta dalla Provincia e quella finale accettata dal Ministero «Che ha subito una diminuzione del 60%». E anche Sergio Ghiringhelli come capogruppo della Lega e di Lombardia Ideale ha votato per l’astensione, evidenziando la perdita del canone annuale e sostenendo che la cifra finale «Non rispecchia il valore della zona e il patrimonio storico dell’Archivio di Stato, custode della memoria del nostro territorio fin dall’Unità d’Italia».
In risposta, il consigliere Premazzi ha precisato che i fondi ottenuti saranno interamente destinati a progetti di edilizia scolastica, un campo considerato più centrale nelle competenze della Provincia: inoltre, ha sottolineato che la cessione permetterà di evitare interventi di manutenzione straordinaria per l’immobile «Che per il 2026 – ha sottolineato il consigliere delegato – Sono stimati per un costo di circa 2 milioni e mezzo di euro»
Alla fine della discussione, la proposta è passata con 11 voti a favore, senza voti contrari: da parte di Fratelli d’Italia e Lega si sono contate infatti 6 astensioni.
UNA MOZIONE SCALDA GLI ANIMI SULL’ARGOMENTO A DECISIONE GIÀ PRESA
Fin qui, la parte tranquilla della decisione: ma il clima si è decisamente scaldato quando, subito dopo, è stato proposto di discutere già in questa seduta del consiglio una mozione firmata dalle minoranze che voleva legare esplicitamente ad una discussione in commissione tecnica in che modo e per quali edifici sarebbero state assegnate le somme. La richiesta di discuterla immediatamente è stata accolta da tutto il consiglio, ad eccezione del consigliere Gilli, che ha votato contro. Sebbene il suo voto non abbia inciso sulla volontà della maggioranza, ha però innescato tensioni tra le parti.
Il consigliere Colombo, che ha presentato la mozione in aula, ha infatti chiesto il motivo dell’opposizione del consigliere Gilli. E, all’invito a lasciar perdere per “far prima”, è sbottato, accusando il consesso di non accettare il dibattito politico. Da lì è partito il dibattito vero: quello che ha visto diversi interventi sulle priorità da dare alle varie scuole della provincia, ha messo in concorrenza nord e sud della stessa (in particolare, i saronnesi lamentavano una minore attenzione alle loro strutture) e che ha fatto dire al neocapogruppo di “La provincia al Centro” Matteo Marchesi che per i membri della loro lista ci sarebbe stata libertà di voto.
Alla fine, la maggioranza si è astenuta in blocco: permettendo alla minoranza, che ha votato compatta, di far approvare la propria mozione.
Rimane quindi confermata la decisione di vendere l’immobile provinciale, ma la discussione sull’assegnazione delle somme agli edifici scolastici sarà approfondita nelle apposite commissioni.
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