Rompiamo il silenzio: incontro sulla violenza di genere con i Giovani Democratici di Varese
Appuntamento dei Giovani Democratici con l’Assessora di Varese Rossella Dimaggio e con il centro antiviolenza Eos nelle persone della Presidente Marzia Giovannini e dell’operatrice di accoglienza Alba Ruggero

I Giovani Democratici della Provincia di Varese e di Varese Città hanno organizzato per giovedì 21 novembre in via Nino Bixio 37 a Varese ore 20.45 un incontro pubblico per parlare di come un’amministrazione comunale e un centro antiviolenza operano sul tema della violenza di genere.
Ne parleranno con l’Assessora di Varese Rossella Dimaggio e con il centro antiviolenza Eos nelle persone della Presidente Marzia Giovannini e dell’operatrice di accoglienza Alba Ruggero.
“Riteniamo molto importante parlarne – spiegano i giovani dem -. In Italia ogni 4 giorni una donna viene uccisa. Nel 2024, i femminicidi, transicidi e lesbocidi sono già stati 104. Moltissime di queste tragedie sono avvenute in ambito familiare o affettivo, per mano del partner o dell’ex. Oltre il 30% delle donne italiane ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Le giovani sono le più colpite, ma anche le donne anziane non sono esenti da questo dramma. Dietro questi numeri si nasconde una realtà fatta di paura, di sopraffazione, di una cultura tossica che ancora oggi considera la donna un oggetto. La violenza di genere è un fenomeno sociale radicato in un sistema patriarcale che perpetua disuguaglianze e stereotipi. Occorre modificare profondamente il paradigma con il quale l’opinione pubblica affronta queste tragedie. È inaccettabile porre la responsabilità e la vergogna della violenza sulla vittima”.
Secondo i giovani del Pd “Le recenti dichiarazioni del Ministro Valditara sottostimano la portata della cultura patriarcale che pervade la nostra società, tentando di relegare il fenomeno della violenza a determinate minoranze etniche. I dati parlano chiaro: il 93.9% dei femminicidi è commesso da cittadini italiani, un fatto che il Ministro sceglie di ignorare. Condanniamo fermamente questa narrazione strumentale e razzista. La violenza è grave e da estirpare indipendentemente dalla nazionalità di chi la perpetra”.
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