“Sempre meglio che lavorare…”, a Varese lo stato di salute dei giornalisti italiani, che non è buono
Bassi compensi e precarietà del lavoro le cause dei disturbi di chi si occupa di comunicazione. A Glocal un quadro a tinte fosche di una professione sempre più elitaria

Stress, ansia, senso di inadeguatezza, solitudine, insonnia, burnout, depressione e dipendenza da internet. Abuso di alcol e sostanze. Sono i “mali” di cui soffre il giornalista, figura professionale associata a un lavoro che, sebbene un tempo (e spesso ancora oggi) considerato quasi romanticamente “migliore del lavoro vero”, presenta aspetti critici trascurati.
Di questi temi si è discusso al Glocal, durante il panel “Come ti senti? Lo stato della salute mentale dei giornalisti in Italia”, coordinato dalla giornalista di Varesenews Alessandra Toni. Tra i relatori: Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia; Alice Facchini di IrpiMedia; Paola Rizzi, vicepresidente di GiULiA Giornaliste; Gianfranco Giuliani, presidente di Casagit; e Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti. In collegamento, Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, e l’avvocato Andrea Di Pietro, che è intervenuto sull’impatto delle “cause temerarie” rivolte ai giornalisti, sottolineando come queste influiscano “in maniera molto pesante”.
IrpiMedia ha condotto un’inchiesta (“Come ti senti?”) sullo stato di salute dei freelance basata su un questionario da cui emergono i fattori che incidono sul disagio psicologico e fisico dei giornalisti indipendenti (coloro che lavorano fuori da un contesto redazionale, di cui solo il 32% guadagna più di 20 mila euro l’anno): precarietà, bassi compensi, pericoli, minacce, discriminazioni e molestie. “Un quadro che influenza la qualità del lavoro e, quindi, anche quella della democrazia”, ha spiegato Facchini, autrice dell’inchiesta.
Anche Casagit, la cassa mutualistica dei giornalisti, ha svolto una ricerca analoga, illustrata dal presidente Giuliani: “Il disagio nelle redazioni è palpabile ed evidente, ma spesso non se ne parla”. È stato istituito un osservatorio sulla salute nelle redazioni, composto da tre giornalisti di TV e carta stampata, che ha redatto un documento. La prima osservazione rileva che, sebbene chi ha un contratto e uno stipendio garantito sembri avere più certezze, oggi queste risultano comunque ridotte rispetto al passato, causando sofferenza (il questionario ha raccolto circa 1600 risposte, superando le aspettative). Giuliani ha spiegato come questo sia un settore “che invecchia più rapidamente della società che vuole raccontare”. La pandemia ha introdotto modalità di lavoro che hanno aumentato la sensazione di isolamento, con effetti negativi anche sui rapporti familiari e affettivi. È preoccupante anche il dato relativo agli effetti del cambiamento tecnologico continuo, che influisce sulle capacità cognitive dei giornalisti. Tuttavia, emerge un elemento di speranza nella richiesta di formazione e miglioramento della qualità del lavoro: “Con questa risposta, i colleghi dimostrano di voler investire nella crescita personale e professionale”.
La discriminazione di genere nel settore giornalistico, sia sul piano lavorativo sia nei contenuti, è stato un tema rilevante nella discussione. Rizzi ha citato il dato che le firme in prima pagina sui giornali sono per l’80% maschili e solo per il 20% femminili. Anche Francesco Pace, membro del direttivo della Società Italiana di Psicologia del Lavoro e dell’Organizzazione, ha osservato: “I livelli di stress per chi lavora in redazione differiscono da quelli di chi è freelance. Le organizzazioni devono supportare un riequilibrio dei rischi psicosociali, che non possono essere eliminati ma gestiti tramite formazione e riconoscimento professionale”.
L’Ordine dei Giornalisti, in particolare sul tema delle disparità di genere, ha annunciato un documento di linee guida comportamentali, presto inviato alle scuole di giornalismo, come ha spiegato Bartoli. Sul “tempo di lavoro” nel giornalismo, Bartoli ha proposto un modello che rivaluti non solo la “notiziabilità” ma anche il “tempo” necessario per realizzare un servizio.
Tra le soluzioni proposte, Costante ha rilevato l’importanza di recuperare i tempi di vita per i giornalisti, di stabilire una policy sull’intelligenza artificiale e di rivalutare i salari, che negli ultimi anni hanno perso circa il 15% del loro valore. “È poi importante”, ha aggiunto, “sfoltire l’albo dei giornalisti: possiamo tutelare i colleghi contrattualizzati, ma non possiamo contrastare la legge della domanda e dell’offerta. A chi non accetta un pagamento di 2,5 euro a pezzo, spesso i giornali trovano sostituti”. Anche Sorrentino, presidente dell’Ordine della Lombardia, ha parlato della difficoltà di introdurre un’assicurazione contro le querele temerarie, che richiederebbe una legge ad hoc. Ha ricordato inoltre che esiste un consiglio di disciplina attivo sul tema delle molestie. Rispondendo al sindacato, che evidenzia un eccesso di iscritti, ha precisato: “È vero, ma il nostro problema riguarda anche i non iscritti che svolgono comunque il nostro lavoro. L’Ordine non può regolamentare l’offerta di lavoro”.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Rischiano diecimila euro di multa per aver abbandonato rifiuti nei boschi ad Arcisate
UnoAcaso su Posti letto 'raddoppiati' all'ospedale unico Gallarate-Busto: "Una giustificazione insostenibile"
Roberto Morandi su Ancora un incidente in via Forze Armate a Gallarate, investito un ciclista di 13 anni
Berettera su Ancora un incidente in via Forze Armate a Gallarate, investito un ciclista di 13 anni
Domotronix su Le botte a Cugliate Fabiasco per strada, ma senza denuncia, “sono persone da lasciar stare”
lenny54 su La riapertura dell'ufficio postale di Lavena Ponte Tresa slitta ad aprile
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.