“Per lo stipendio devi investire in bitcoin“: e a Varese la truffa è servita
Il racconto allarmato della lettrice: “Ho perso 300 euro per aver cliccato dove non dovevo: state attenti”. Cosa fare in presenza di dubbi, chi chiamare, dove segnalare

È facile giudicare, a cose fatte: “Io in una truffa del genere non ci casco, figuriamoci”. Invece i rischi esistono. E possono riguardare chiunque.
Scrive una lettrice che desidera rimanere anonima: «Mi permetto di contattarvi per segnalarvi una truffa di cui sono stata vittima, sperando che possiate aiutarmi a divulgare queste informazioni per proteggere altre persone. Ho ricevuto delle offerte di lavoro da casa, apparentemente legate ad un noto marchio cinese di vendite on line, che promettevano compensi di 30 euro al giorno per 30-60 minuti di lavoro, attraverso recensioni online. Dopo avermi fatto iscrivere su una piattaforma mi sono stati forniti compiti quotidiani e mi hanno promesso un lavoro a tempo indeterminato con una prova di 7 giorni. Tuttavia, ho scoperto che la situazione era molto diversa. Dopo aver iniziato a completare le recensioni e a ricevere pacchi “fortunati”, il mio account è andato in negativo. Mi hanno poi detto che dovevo investire ulteriori soldi in criptovalute per riportarlo in positivo, promettendomi che avrei potuto riscuotere il mio stipendio, oltre ai soldi investiti».
Il presagio di come sarebbe andata a finire risulta purtroppo cosa assai concreta, e si materializza nel prosieguo del racconto.
«Purtroppo, ho perso 300 euro e ora mi chiedono di versare ulteriori 500 euro per poter accedere a un presunto stipendio di oltre 2000 euro. Ho notato che le comunicazioni erano sospette e che il sito non presenta accettazioni di cookie né una privacy policy adeguata. Inoltre, i contratti che mi hanno inviato risultano essere falsi. Ho trovato questa truffa tramite delle pubblicità su Google e vi sarei grata se poteste fare qualcosa per fermarla e informare il pubblico».
In caso di dubbi, è importante sapere che ci si può rivolgere alle istituzioni, in particolare alla polizia Postale che sul suo portale ha attivato uno specifico servizio. Oltre alla possibilità di presentare denunce per reati telematici, è stato difatti attivato un servizio di segnalazione online. Quest’ultima opzione «non sostituisce in alcun modo il servizio di pronto intervento»: è un atto tramite il quale porre all’attenzione della Polizia «comportamenti ed eventi di natura presumibilmente illegale, al fine di permetterci di verificare la reale illiceità dei fatti rappresentati».
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