Sondaggio di Confartigianato: l’incertezza preoccupa ma tra le imprese prevalgono i capitali coraggiosi
L'associazione di via Milano racconta il mondo delle piccole e medie imprese: tra complessità normativa, mercati stanchi e formazione continua, le aziende trovano nuove certezze per affrontare un futuro incerto

Navigare a vista per un imprenditore è quanto di peggio gli possa accadere. Quindi se c’è una parola che eliminerebbe volentieri dal suo vocabolario, è sicuramente “incertezza“. Eppure, sembra quasi un paradosso, più il mondo diventa complesso e interconnesso, più aumenta l’incertezza in economia.
Confartigianato Imprese Varese, attraverso il sondaggio “Una sola certezza”, ha interrogato oltre 200 imprese del territorio per comprendere le principali difficoltà affrontate e le strategie adottate per superarle.
LE PREOCCUPAZIONI DEGLI IMPRENDITORI
Se c’è una preoccupazione che emerge in modo netto tra le imprese – e come potrebbe non esserlo in un Paese come l’Italia – è la complessità normativa (43,9%). A seguire, la scarsità di manodopera (35,8%) e il contesto internazionale (21,7%), con le tensioni geopolitiche, la de-globalizzazione, la minaccia dei dazi che vanno a impattare direttamente sulle filiere produttive e sulla catena del valore. A cui si aggiungono le difficoltà di finanziamento (14,6%) e i rischi informatici, percepiti però solo dal 3,3% delle imprese. Dato quest’ultimo che conferma una sensibilità ancora tutta da coltivare.
AGGREGAZIONI E FUSIONI
In un contesto per niente facile, le pmi elaborano strategie a cominciare dalle aggregazioni tra imprese, investimenti in nuovi mercati e innovazione sono risposte concrete per garantire sostenibilità e crescita. Negli ultimi tre anni, si sono registrate quasi mille fusioni e acquisizioni, 250 solo nel manifatturiero, un dato che dimostra come anche realtà di dimensioni medio-piccole abbiano saputo cogliere opportunità strategiche.
Fabrizio Severgnini, titolare della Meccanica Besnatese, ha sottolineato l’urgenza del cambiamento. «L’incertezza maggiore è la mancanza di visibilità a lungo termine – ha detto l’imprenditore -. Ma la certezza più grande è la professionalità del nostro personale, che ci permette di mantenere rapporti solidi con i clienti e affrontare con resilienza le difficoltà del mercato».
In questi contesti, non sempre positivi, le imprese dimostrano dunque coraggio. Prendono decisioni importanti e rischi e scelgono attingendo risorse dalle loro tasche, peculiarità del capitalismo familiare italiano.
«Si riorganizzano le imprese e con esse le filiere – ha osservato Antonio Belloni coordinatore Centro Studi Imprese Territorio -. Lo vediamo nel settore auto. Le imprese si spostano da un mercato all’altro e per passare dall’auto alla difesa hanno bisogno di informazioni e competenze per trasformarsi. Severgnini usa un termine alto che è visibilità».
FORMAZIONE CONTINUA
Un altro aspetto cruciale emerso dal sondaggio è l’importanza della formazione. Per molte imprese è vitale investire in percorsi di apprendimento continuo, non solo tecnici, ma anche gestionali e finanziari. È il segno che la cultura di impresa sta cambiando. Non si tratta solo di saper gestire operazioni di base quanto di saper interpretare un mercato sempre più complesso e competitivo.
Confartigianato Imprese Varese fornire supporto alle imprese con un obiettivo chiaro: offrire alle aziende quella “certezza” che spesso manca nel contesto esterno. Quindi oltre ai servizi tradizionali, l’associazione si propone come punto di riferimento strategico per consulenze, formazione e networking.
«Di fronte alle difficoltà, le imprese reagiscono con coraggio, investendo in sostenibilità e innovazione – ha spiegato Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese -. Il nostro compito è sostenere questo processo, offrendo servizi di alto livello e rappresentando le istanze degli artigiani nei tavoli decisionali locali e nazionali».
IL RUOLO “POLITICO DI CONFARTIGIANATO”
Un altro tema emergente è il welfare aziendale, considerato sempre più strategico. Le imprese stanno implementando soluzioni, tra cui politiche retributive innovative, per fidelizzare i dipendenti. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, queste iniziative diventano fondamentali per trattenere i talenti e migliorare la qualità della vita dei collaboratori.
Confartigianato è altrettanto consapevole che la sua funzione politica, intesa come rappresentanza degli interessi delle imprese, è determinante. «Siamo un punto di riferimento per l’intero sistema delle pmi, non solo a livello locale ma anche nazionale – ha precisato Galli -. Il nostro ruolo è quello di anticipare le esigenze delle imprese e tradurle in azioni concrete».
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