“La vertenza Beko non sarà veloce. Bisogna evitare le dimissioni dei lavoratori”
Fabio Dell'Angelo segretario della Uilm Altomilanese: "Stiamo perdendo tante professionalità essenziali per le nostre produzioni". Giovedì 30 gennaio una giornata di sciopero alla Beko

«Prepariamoci a una vertenza molto lunga». Fabio Dell’Angelo, segretario della Uilm Altomilanese, è sul treno che lo porta a Roma dove, giovedì 30 gennaio, parteciperà con le altre parti sociali al tavolo del Mimit per la vertenza Beko. Dell’Angelo segue lo stabilimento di Cassinetta di Biandronno fin da quando la proprietà era di Whirlpool e ha partecipato ai precedenti tavoli ministeriali – quando quel ministero si chiamava Mise – con la multinazionale americana.
«Visto che è stata invitata a ripresentarsi al tavolo della trattativa – dice Dell’Angelo – mi aspetto che l’azienda si presenti con una proposta di piano industriale modificata, rispetto a quanto ha annunciato due mesi fa. È perlomeno auspicabile».
È vero che la speranza è sempre l’ultima a morire. Ma dopo l’esperienza fatta con Whirlpool e il debutto dei turchi alle recenti trattative ministeriali, un poco di pessimismo cosmico sarebbe più che giustificato.
«Per attivare e continuare una trattativa – continua il sindacalista – occorre un minimo di disponibilità dell’azienda e al contempo sapere il grado di intervento del governo. Di sicuro non sarà una trattativa veloce».
I sindacalisti di Fiom, Fim e Uilm siederanno al tavolo delle trattative, cercando di capire quale sia la vera intenzione dell’azienda. E nell’ipotesi che si trovino dei punti favorevoli al proseguimento della trattativa, dovranno monitorare puntualmente quanto viene affermato al tavolo ministeriale e quanto viene fatto dall’azienda.
Durante le vacanze di Natale, i vertici di Beko non hanno battuto un colpo e la grande preoccupazione del sindacato è la costante fuoriuscita di personale qualificato dal sito di Cassinetta di Biandronno. «Il fenomeno delle dimissioni è già in atto – aggiunge Dell’Angelo – e questo mette in discussione la continuità. Stiamo perdendo tante professionalità essenziali per le nostre produzioni. È chiaro che se non si dovessero ravvisare elementi di continuità, le persone che hanno profili spendibili, se trovano un’alternativa, se ne vanno».
C’è infine il capitolo investimenti, il più importante, che il sindacalista lascia volutamente per ultimo «I cento milioni di euro di cui Beko ha parlato fino a oggi – conclude il segretario della Uilm Altomilanese – senza un piano specifico e un utilizzo preciso, non vogliono dire nulla. Non possono certo bastare per un’azienda che ha veramente intenzione di proseguire le sue attività di produzione in Italia. E anche se ci fosse la volontà di farlo, rimane la spada di Damocle del termine posto dalla Beko a tutto il processo di ristrutturazione che è il 31 dicembre del 2025. Serve certamente più tempo».
Il sindacato dei metalmeccanici ha indetto per giovedì 30 gennaio una giornata di sciopero per tutti i turni di lavoro sei siti italiani Beko.
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