Sulla qualità della sanità lombarda interviene il sindacato dei medici Anaao: “Delusi dalle parole di Fontana”
Il segretario regionale Magnone ricorda che da tempo il principale sindacato dei medici ospedalieri lamenta la perdita di qualità del sistema sanitario e invita il presidente a un confronto
«Siamo sorpresi e delusi dalle parole del Presidente Fontana, che ieri ha definito “puttanate” le risultanze del nuovo sistema di garanzia del Ministero della Salute. Da un simile livello istituzionale pensiamo sia inaccettabile che importanti risultati, frutto di un metodo condiviso tra Stato e Regioni, siano accettati o meno e con questo linguaggio solo se favorevoli alla convenienza politica del momento». Così commenta Stefano Magnone, Segretario Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia, le parole di Attilio Fontana in merito alla classifica annuale del ministero della Salute sulla qualità delle cure regione per regione.
«Che la Lombardia perda punti sui distretti e quindi sul territorio è noto a tutti da anni e ANAAO-ASSOMED Lombardia lo ha sempre ricordato. Il giorno prima si usano toni trionfali per la classifica di Newsweek che pone gli ospedali lombardi al vertice nazionale, cosa peraltro nota da decenni, nonostante le trionfali riforme degli ultimi venticinque anni, mentre il giorno dopo si vitupera il risultato non gradito. Eppure sono cose note ai tecnici, che se assenti ai tavoli nazionali è solo perché in Lombardia si cambia la Direzione Generale ogni anno (cinque direttori in sei anni) con spregio di ogni logica di pubblica amministrazione imparziale e continua».
ANAAO ASSOMED Lombardia ritiene opportuno, per il Presidente Fontana, dare seguito alla richiesta di incontro che da due mesi il più rappresentativo sindacato della dirigenza medica e sanitaria ha inoltrato ai suoi uffici senza alcuna risposta, agire presto e bene per rivedere un sistema che agli occhi degli operatori è in gravissima crisi, come dimostrato dai dati del nostro convegno di questa settimana, cui si rimanda e, infine, dar corso a tutte quelle proposte che in questi anni il sindacato ha messo in campo e che invece hanno trovato resistenza politica per timore di perdita del consenso, unico vero criterio decisionale.
«Ma se a Roma non c’è più un Governo nemico, allora cosa serve alla Lombardia per quello scatto necessario? Non si tiri ancora una volta fuori l’autonomia di spesa e di organizzazione, basterebbe che si facesse fare a tutti gli operatori, privati e pubblici, ciò che veramente serve alla cittadinanza e non ciò che serve solo al consenso elettorale o al fatturato di qualche grande gruppo imprenditoriale» Conclude Magnone.
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