Il romanticismo della mongolfiera che non passa mai di moda fa felici grandi e piccoli a Materia
Oltre un centinaio di persone hanno provato l'esperienza di entrare nel pallone di una mongolfiera, montata nel giardino dell'ex scuola elementare di Castronno dal team di Arcadia. Poi una lezione
Ci sono momenti in cui il cielo sembra a portata di mano. È successo a Materia, dove un pomeriggio insolito ha trasformato uno spazio quotidiano in un teatro di avventura e stupore. Tutto merito dell’Arcadia Fly Team, una squadra che fa del volo in mongolfiera non solo una disciplina, ma un vero e proprio modo di vivere.
Sono stati in tanti — circa un centinaio tra curiosi, famiglie e appassionati — a partecipare a un’esperienza che ha unito la magia dell’aria al racconto, il gioco dell’immaginazione alla concretezza della tecnica. Prima l’emozione di entrare dentro una vera mongolfiera. Non un volo, certo, ma l’occasione rara di toccare con mano quello spazio che, solitamente, si percepisce solo da lontano, tra i colori sgargianti che accarezzano le albe e i tramonti.
Guidati dai piloti di Arcadia, i partecipanti hanno potuto ascoltare come il silenzio del cielo venga rotto solo dal soffio del bruciatore e da piccoli suoni che diventano poesia. Le campane, ad esempio. “Per chi vola in mongolfiera sono una meraviglia”, hanno raccontato i piloti. “In alto, tra le correnti, non è raro avvicinarsi ai campanili e vederli da una prospettiva inedita. Ascoltarne il suono, lì dove l’aria è più leggera, ha un fascino difficile da spiegare”.
E proprio questo senso di scoperta è la parola chiave che il team di Arcadia porta con sé in ogni volo: avventura. Non un termine da intendere con leggerezza, ma l’essenza di chi sfida il vento con rispetto, di chi sa che ogni viaggio tra le nuvole è diverso dal precedente e mai uguale al successivo.
L’incontro, poi, si è spostato dentro Materia, dove il racconto è diventato ancora più intimo. Lì il volo ha preso la forma della narrazione, intrecciando tecniche, aneddoti e sogni. E a fine giornata, tornando con i piedi a terra, la sensazione era quella di aver viaggiato davvero. Senza decollare, ma con lo sguardo e la mente proiettati in alto, dove il cielo incontra il desiderio.
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