Mala tempora currunt…quindi leggete la Bibbia
Scrive il lettore: “Nell'era della ricerca del perfezionismo e di una conoscenza eclettica, spesso finalizzata al mondo del lavoro sempre più esigente, i rudimenti, si fa per dire, di religione sono stati assolutamente obliati“
Certo,
davvero una preparazione enciclopedica da parte di molti concorrenti tv. Dal diritto all’economia, dalla letteratura italiana e straniera all’arte postmoderna. Chi più ne sa più ne vinca! Davvero la stoffa dei campioni di quiz televisivi. Tuttavia, tasto dolente, per “una materia” non si può dire lo stesso: infatti una conoscenza insufficiente, nemmeno avvicinabile alla peggiore delle valutazioni scolastiche. Ma di quale “mondo inesplorato” stiamo parlando? Di quello religioso. Si, non avete capito male. Nell’era della ricerca del perfezionismo e di una conoscenza eclettica, spesso finalizzata al mondo del lavoro sempre più esigente, i rudimenti, si fa per dire, di religione sono stati assolutamente obliati.
D’altra parte quali vantaggi, in termini contingenti ed economici, si possono ricavare dalla conoscenza del nuovo e del vecchio testamento, dallo studio del vangelo piuttosto che delle lettere degli apostoli alle primitive congregazioni? In tale campo regnano sovrane l’ignoranza e la trascuratezza. Eppure, lasciando a parte giochi televisivi, tutto ciò richiama una scarsa propensione alla considerazione dei testi sacri, e figuriamoci allo studio meditato delle perle di saggezza presenti negli scritti ispirati. Leggere la Bibbia, quantomeno, e lo dico, a volte, anche alla mia pigrizia intellettuale, aiuterebbe a crescere individualmente e collettivamente, a riflettere sui valori insegnati, tra cui quelli della solidarietà, della fratellanza e dell’uguaglianza sociale, tanto per citarne alcuni in un’epoca così lontana e alienata da Dio.
La frivolezza impera! Certo che plurilaureati confondano le scritture greco-cristiane con quelle ebraiche non è proprio una leggerezza ininfluente. Scambiare Adamo per Abramo… Non sapere nemmeno il nome di uno dei quattro evangelisti!… La disinformazione scritturale lascia alquanto basiti, ma probabilmente è anch’esso un segno dei tempi cupi che stiamo vivendo. Mala tempora currunt… ma, forse, giusto per concludere la citazione latina, peiora parantur (se ne preparano di peggiori).
Claudio Riccadonna Ala
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