Bianchi porta a Bruxelles la voce dei territori di confine: “L’Europa si costruisce dal basso”
Durante la Settimana Europea delle Regioni e delle Città 2025, l’assessore di Morazzone e membro del Comitato Europeo delle Regioni, Matteo Bianchi, è intervenuto al panel “Reinforcing Cross-Border Cooperation in an Evolving Cohesion Policy Landscape”
“L’integrazione europea si fa nei territori, non solo nelle capitali”. Con queste parole Matteo Bianchi, membro del Comitato Europeo delle Regioni e assessore del Comune di Morazzone, ha sintetizzato oggi a Bruxelles il senso del suo intervento durante il panel “Reinforcing Cross-Border Cooperation in an Evolving Cohesion Policy Landscape”, organizzato dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) nell’ambito della Settimana europea delle regioni e delle città.
Bianchi ha richiamato l’attenzione sulla specificità dei territori di confine, come quello tra Lombardia e Svizzera, dove ogni giorno circa 80 mila lavoratori frontalieri varcano la frontiera per raggiungere il posto di lavoro.
«La cooperazione transfrontaliera non è un tema astratto – ha spiegato – ma una realtà concreta che incide sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie e sull’economia dei nostri comuni».
Nel suo intervento, il rappresentante lombardo ha sottolineato come la relazione con la Confederazione Elvetica rappresenti un modello unico, fondato su legami culturali, linguistici ed economici profondi. «In Svizzera, fino al passo del Gottardo, si parla ancora italiano. È la dimostrazione di una continuità che va oltre i confini amministrativi e che deve essere valorizzata», ha ricordato.

Il parere che Bianchi presenterà domani all’assemblea plenaria del Comitato Europeo delle Regioni mira a rafforzare il dialogo tra enti locali, regioni e paesi non membri dell’UE, a partire proprio dalla Svizzera.
«Se dopo la Brexit l’Unione ha creato un gruppo di contatto con il Regno Unito – ha osservato – non si capisce perché non esista un percorso analogo con la Confederazione Elvetica, che è tra i paesi più innovativi al mondo».
Bianchi ha insistito sulla necessità di un approccio “dal basso verso l’alto”, che coinvolga le comunità locali nei processi decisionali europei. «Le scelte che si prendono a Bruxelles o a Berna devono tener conto delle ricadute sui territori, dove la cooperazione transfrontaliera è una pratica quotidiana», ha spiegato, sottolineando come programmi come Interreg e la Strategia Macroregionale Alpina (EUSALP) siano esempi virtuosi di integrazione “reale” tra Stati e regioni confinanti.
Cos’è il Comitato Europeo delle Regioni
Il panel “Reinforcing Cross-Border Cooperation in an Evolving Cohesion Policy Landscape” si è svolto al Comitato Europeo delle Regioni il 14 ottobre 2025, nell’ambito della Settimana europea delle regioni e delle città.
Il Comitato Europeo delle Regioni (CdR) è l’assemblea politica che rappresenta gli enti locali e regionali dell’Unione Europea. I suoi membri – oltre 300 – sono sindaci, assessori regionali o comunali, presidenti di provincia e governatori che portano a Bruxelles la voce dei territori.
Il CdR emette pareri consultivi su proposte legislative europee che hanno un impatto diretto a livello locale – come politiche di coesione, ambiente, trasporti o sviluppo territoriale – e contribuisce a rafforzare la dimensione democratica dell’UE, avvicinando le istituzioni ai cittadini.
Anche l’Italia ha una propria delegazione, composta da amministratori provenienti da diverse regioni e città.
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