Violenza sulle donne, il Siulp Varese: “Non si accetti che la responsabilità ricada sulle Forze dell’Ordine”
Il segretario Paolo Macchi: “Le Forze dell’Ordine fanno la loro parte con serietà e formazione continua. Ma non possiamo agire senza denunce e senza fiducia”
Dopo l’ennesimo caso di violenza sulle donne che ha scosso l’opinione pubblica, interviene con fermezza il Segretario provinciale del Siulp Varese, Paolo Macchi, per difendere il lavoro delle Forze dell’Ordine e lanciare un appello al rispetto reciproco, alla collaborazione e all’educazione alla prevenzione.
L’intervento si riferisce in particolare alla tragica vicenda di Pamela, che ha riaperto il dibattito su colpe, ritardi e responsabilità nella gestione dei casi di violenza contro le donne. Macchi, a nome del sindacato di polizia, chiede rispetto per le divise e per chi, ogni giorno, con organici dimezzati, lavora sul territorio per tutelare la sicurezza di tutti.
“Non accettiamo che la colpa ricada su chi ogni giorno protegge”
«È ingiusto, soprattutto nei confronti di colleghe e colleghi che operano ogni giorno in condizioni difficili – afferma Macchi –. Fa meno notizia ciò che funziona, ma la verità è che in moltissimi casi le Forze dell’Ordine intervengono tempestivamente e con competenza, evitando tragedie. Questo non si racconta, ma esiste e va riconosciuto».
Macchi ricorda che il personale è costantemente formato, partecipa a corsi per migliorare l’approccio e la sensibilità verso ogni tipo di emergenza, comprese quelle più delicate e complesse come la violenza di genere.
“Aiutateci a diffondere la cultura della denuncia e della prevenzione”
«Non basta, lo sappiamo bene – continua il Segretario del Siulp –. Per questo chiediamo collaborazione. Denunciare è fondamentale: la denuncia è lo strumento che mette in moto la macchina della giustizia. Senza, non possiamo intervenire. Non possiamo costringere nessuno a denunciare, ma possiamo insegnare a farlo, quando è indispensabile».
Serve, secondo Macchi, un’educazione alla legalità e al rispetto che parta dalle scuole, per spiegare che «uno schiaffo non è mai giustificabile» e che «la sindrome da crocerossina non salva nessuno, ma può trascinare nella spirale della violenza».
“Il senso di colpa ci logora, anche quando non è colpa nostra”
Il sindacato chiede che non si trasformino tragedie come quella di Pamela in strumenti per attaccare indiscriminatamente le istituzioni, ma che si lavori tutti insieme per costruire una rete di prevenzione.
«Quando qualcosa va storto, anche se non è responsabilità nostra, anche se eravamo a un passo dal salvare una vita, il senso di colpa ci logora. Aiutateci ad aiutarvi».
Varese, il caso del bus: “Esempio di intervento perfetto”
Parlando del territorio, Macchi ha ricordato il recente intervento della Polizia su un autobus, grazie al quale una giovane vittima di stalking è stata protetta e messa in salvo.
Un esempio concreto, secondo il sindacato, di tempestività, preparazione e buona gestione operativa.
“Alla politica chiediamo leggi migliori, non banchetti polemici”
Il segretario del Siulp si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa, criticando apertamente alcune reazioni politiche apparse sui social e sulla stampa.
«Certa politica – ha affermato – ha alimentato un vulcano di critiche infondate contro decisioni giudiziarie che erano perfettamente aderenti alle norme in vigore. Ai politici non spetta giudicare i magistrati, ma fare leggi migliori. Non post e banchetti pieni di odio e sfiducia».
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