Aspettando il museo, a Bodio si piantano cereali preistorici
Le specie seminate sono le stesse ritrovate tra i resti della civiltà palafitticola che viveva sulle sponde del Lago di Varese. L'apertura del museo è prevista per l'estate del 2026
Quattro cereali preistorici cresceranno accanto al nuovo museo Neo Bodio: l’edificio dedicato alla storia della civiltà palafitticola del Lago di Varese, in costruzione lungo la pista ciclabile a Bodio Lomnago.
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I semi, della stessa specie di quelli ritrovati nel suolo vicino al sito archeologico, sono stati piantati venerdì 14 novembre nel campo accanto al cantiere. Una cerimonia simbolica a cui hanno partecipato la sindaca di Bodio Lomnago Eleonora Paolelli e i consiglieri Alberto Zanoletti e Stefano Tibiletti, accanto agli architetti Alberto Bertolini e Alessandra Galli (ideatori del progetto Neo Bodio) e al responsabile cereali di Slow Food Provincia di Varese Alberto Senaldi.

Le colture in questione sono farro monococco, farro dicocco, orzo e grano tenero. «Dopo la semina – spiega Senaldi – si potranno osservare tutte le fasi di crescita dei cereali. Saranno un’occasione importante per organizzare eventi didattici, visite guidate e conferenze. La raccolta si farà con una mietitura a mano e il raccolto verrà raggruppato in covoni».
La mietitura è in programma per l’estate 2026, proprio nel periodo in cui è prevista la conclusione del cantiere del museo Neo Bodio (giugno 2026).
Il progetto Neo Bodio, un laboratorio culturale tra ambiente e storia
Neo Bodio è il museo open air in costruzione in via Monte Rosa a Bodio Lomnago, lungo la pista ciclopedonale del Lago di Varese. La struttura avrà due spazi principali: un edificio coperto delimitato da pareti in vetro, all’interno del quale saranno conservati i reperti archeologici e verrà ricavata una sala per eventi; e un’area esterna dove un laghetto e la riproduzione di alcune capanne permetteranno ai visitatori di immergersi nel passato del Lago di Varese e immaginare com’era la vita lungo le sue rive tra il Neolitico e l’Età del Bronzo.

«Uno strumento – sottolineano Bertolini e Galli – per indagare e conoscere il passato e migliorare la nostra conoscenza del presente, aiutandoci a sviluppare una consapevolezza maggiore del nostro rapporto con la natura».
Il museo si collegherà alla passerella già realizzata dal lato opposto della ciclopedonale, che conduce in riva al lago, proprio dove sono conservati i resti sommersi delle antiche palafitte.

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