Strumenti dal mondo, teatro e favole toscane: il viaggio del Camper delle Berve ha fatto tappa a Materia
Tra una spolverata di neve e temperature rigide, il quartetto ha creato un’atmosfera calda con un repertorio vario e una forte impronta teatrale. Canzoni originali, bouzouki, cajón e piccole scene recitate hanno trasformato la serata in un racconto in continuo movimento
Il freddo di fine novembre e la spruzzata di neve scesa nel tardo pomeriggio hanno accompagnato l’arrivo a Materia di un appuntamento che, contro ogni pronostico meteorologico, ha trovato calore. Nell’agorà di Materia, il Camper delle Berve ha scaldato l’atmosfera con uno spettacolo che ha reso la serata di venerdì 21 in un piccolo teatro errante. Sul palco di Castronno il quartetto composto da Gianni Carrara e Samuele Roncaglia, Duilio Garzolino e Lila Madrigali, questi ultimi già passati a Materia a Maggio per la lunga corsa della Polverfolk, e oggi al volante del Camper lungo un viaggio musicale libero da generi e confini.
La loro cifra è infatti una miscela di pop, folk e sperimentazione, sostenuta da una strumentazione variabile che dà identità a ogni brano. Bouzouki, chitarre, basso acustico, cajón, violino e piccole percussioni hanno composto un impasto sonoro che spaziava da suggestioni d’oltremanica a sfumature mediterranee, per la precisione toscane, con momenti più intimi e riflessivi. L’alternanza tra brani in italiano e in inglese ha ampliato la prospettiva del concerto, rafforzando l’idea di un camper immaginario che attraversa culture e storie lontane.
Uno dei tratti distintivi della serata è stato l’inserimento della componente teatrale a fare da collante. Tra un brano e l’altro sono comparsi intermezzi in rima, brevi recitati e piccole scene che hanno dato ritmo e movimento allo spettacolo. “Ceci” ha portato un tocco da cabaret, giocato sui tempi comici; la presenza della volpina di peluche Red Mama Fox, che dialogava con la voce narrante di Madrigali, ha creato una dimensione fiabesca riconoscibile, legata alle sue radici toscane e percepibile anche in pezzi come “Castellinaria”.
La scaletta ha mostrato la varietà del repertorio originale del gruppo. “Dive Deeper” e “World of Concrete” hanno proposto sfaccettature sofisticate curato negli arrangiamenti e nelle dinamiche; “Doggo” ha aggiunto una nota più leggera e affettuosa. Altri brani hanno esplorato memorie personali, amicizie (“My Friends”) e microstorie che emergono con naturalezza all’interno del loro linguaggio musicale.
Dopo qualche disguido tecnico risolto prontamente grazie all’intervento tecnico di Alessandro Paolini, Il Camper delle Berve ha trovato il modo di scaldare Materia in una serata segnata dal gelo e dalla neve, con il pubblico che non ha rinunciato a seguire il tempo e il “giro di motori” dettato dal quartetto.

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