A Morazzone l’addio a suor Alessandra, sorella di profughi e migranti in Giordania
Originaria di Busto Arsizio, missionaria comboniana, lavorava nell'ospedale di Al-Karak. Per anni ha assistito la popolazione locale, i migranti dall'Asia, ma anche migliaia di rifugiati scappati dalla guerra nella vicina Siria
Si terranno a Morazzone i funerali di suor Alessandra Fumagalli, missionaria comboniana, che è stata a lungo lontana dal Varesotto: “sorella” di migliaia di profughi e migranti passati dall’ospedale di Al-Karak, sui monti desertici nel Sud della Giordania.
L’ospedale esiste dal 1939, sempre guidato dalle missionarie comboniane: negli ultimi anni suor Alessandra era affiancata suor Adele Brambilla.
È stato un decennio complesso, dallo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011 l’ospedale – nella zona più povera della Giordania, a mezz’ora di auto dal confine con Israele/Palestina – sempre più è diventato punto di riferimento non solo degli abitanti ma anche di migliaia di profughi provenienti dalla Siria: donne e bambini, rifugiati, di mille etnie diverse, visto che tutte le componenti (arabi e curdi, crisiani, musulmani, alawiti, yazidi) hanno sofferto per anni gli orrori della guerra e la povertà che porta. Prima ancora, aveva fatto lo stesso per i profughi in fuga dall’Iraq, dopo la guerra civile scatenata dall’invasione americana del 2003.
L’ospedale assiste «pazienti della minoranza cristiana e dei musulmani beduini della zona, in particolare i gorani», immigrati e rifugiati: «iracheni, egiziani, cingalesi, pachistani e ora anche siriani» raccontava in un’intervista del 2013, illustrando il lavoro della struttura che è sostenuta anche dal Cnewa, Catholic Near East Welfare Association (dall’articolo è tratta la foto di apertura). «È fra queste persone che si accentua la nostra attenzione alla donna. Vengono a noi donne gravide per il parto, o per l’assistenza pre-natale; molte vengono da villaggi lontani perché desiderano partorire qui, oppure vengono con infanti o neonati, che hanno difficoltà respiratorie perché nelle case generalmente il riscaldamento non c’è e la gente usa le stufe a gas o elettriche».
In un luogo che era stato di guerra – con il celebre castello dei crociati – le missionarie comboniane da decenni sostengono la comunità locale e assistono pacificamente le vittime della guerra e della povertà. Così suor Alessandra è stata per anni sorella disarmata degli ultimi. Una testimonianza profonda: «Qui è tutto povertà, è anche una povertà ecclesiale. Noi cristiani siamo in tutto un centinaio a celebrare la Pasqua, con molta semplicità», raccontava ad Avvenire nella primavera 2014.
Originaria di Busto Arsizio, suor Alessandra aveva 62 anni. I funerali – ci informa don Luigi Milani – si terranno venerdì 2 gennaio alle ore 15.00 in chiesa a Morazzone.
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