“Buon anno, ma con urgenza”: il sindaco di Brenta lancia l’allarme su povertà e sanità

Gianpietro Ballardin invita a un’assunzione collettiva di responsabilità e lancia un appello alle istituzioni per ricostruire un welfare davvero accessibile

Generico 15 Sep 2025

Nel tradizionale bilancio di fine anno, il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin non usa mezzi termini: i dati sulla povertà e sull’accesso ai servizi essenziali, come la sanità, delineano un quadro allarmante e impongono a tutte le istituzioni, anche quelle locali, di assumersi nuove responsabilità.

«BUON ANNO E… con questi dati ne abbiamo tutti un estremo bisogno» esordisce Ballardin, prendendo spunto dai numeri diffusi da Caritas e ISTAT e rilanciando una riflessione che va ben oltre i confini del suo Comune.

Più povertà anche al Nord: “La realtà bussa anche qui”

Nel 2014 erano poco più di 500mila le famiglie in povertà assoluta nel Nord Italia. Oggi sono quasi il doppio. Un +97,2% che scuote le certezze anche dei territori più produttivi e organizzati. «Pensare che queste dinamiche riguardino solo il Sud è un grave errore – commenta Ballardin – La povertà ha cambiato volto, e spesso ce l’abbiamo accanto, invisibile».

Secondo i dati riportati, in Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. La perdita del potere d’acquisto ha raggiunto livelli record tra i Paesi del G20, con un calo dell’8,7% dei salari reali.

Casa, lavoro, reddito: tre fragilità che si intrecciano

Per il sindaco di Brenta, i Comuni devono tornare a essere presidi sociali: «La nostra forza – afferma – sta nella rete tra istituzioni, parrocchie, associazioni, volontariato. Ma non possiamo pensare che il volontariato basti a colmare il vuoto lasciato dalle politiche nazionali».

Reddito, casa e lavoro sono i tre pilastri della vulnerabilità. Ma a essi si aggiungono fragilità sanitarie, familiari, educative e legate al mondo migratorio. Il 14,6% delle persone assistite dalla Caritas ha problemi di salute rilevanti. Il 67,3% delle persone in povertà ha un livello di istruzione basso o nullo.

Sanità sempre meno accessibile

Uno dei dati più critici è quello relativo al diritto alla salute. Nel 2024 quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato a cure sanitarie necessarie, tra visite specialistiche e indagini diagnostiche. Le cause? Liste d’attesa infinite e costi proibitivi. «L’aumento del ricorso al privato del 137% in sette anni – commenta Ballardin – non è frutto del caso. È il risultato di politiche che stanno lentamente ma sistematicamente indebolendo il Servizio Sanitario Nazionale, favorendo strutture private o convenzionate».

L’auspicio per il 2026: “Rimettere le persone al centro”

«Il mio augurio – conclude Ballardin – è che il 2026 sia davvero l’anno del coraggio. Quello di rimettere le persone, non i numeri, al centro delle politiche pubbliche. I Comuni da soli non ce la fanno, ma possono e devono essere il primo luogo in cui si ricostruisce il patto sociale. Basta girare la testa dall’altra parte».

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Pubblicato il 31 Dicembre 2025
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