Natale e Giubileo: le parole del vescovo Cantoni e la chiusura diocesana dell’Anno Santo
Dal messaggio di luce e pace del Natale alla conclusione del Giubileo della Speranza: giorni intensi per la Chiesa di Como guidata dal cardinale Oscar Cantoni
Sono stati giorni di forte intensità spirituale quelli vissuti dalla Chiesa di Como nel tempo di Natale, segnati dalle omelie del vescovo, cardinale Oscar Cantoni, e dall’imminente chiusura diocesana del Giubileo 2025, in programma domenica 28 dicembre in Cattedrale.
Nella Notte di Natale, durante la Veglia e la Messa celebrata a mezzanotte, il cardinale Cantoni ha invitato i fedeli a riconoscere la luce che nasce nel buio del mondo. «Dove regnano solitudine e paura, tristezza e vuoto, lì irrompe una luce sfolgorante che rischiara e riscalda», ha ricordato, richiamando il profeta Isaia. Il Bambino di Betlemme, “consigliere mirabile e principe della pace”, viene ancora oggi a cercare l’uomo, bussando «discretamente al cuore di ognuno» per trasformarlo e renderlo capace di costruire pace nelle relazioni quotidiane. Un appello concreto, che si traduce nell’impegno personale a rispondere al male con il bene, all’odio con la benevolenza e alla violenza con la mitezza.
Nel Giorno di Natale, durante il solenne pontificale del 25 dicembre, il vescovo di Como ha offerto una meditazione profonda sul mistero dell’Incarnazione, invitando ad accogliere il Prologo del Vangelo di Giovanni con stupore e meraviglia. Il Verbo eterno, ha spiegato, «si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi», rivelando un Dio non lontano, ma vicino, che entra nella storia umana condividendone fragilità e povertà. Da questo mistero nasce la dignità nuova dell’uomo: in Cristo, Dio ha assunto e redento l’intera umanità, rendendoci figli di Dio per grazia e capaci di amare come Lui ama, fino al dono della vita.
Lo sguardo della Chiesa comasca è ora rivolto a domenica 28 dicembre, quando, nella festa della Santa Famiglia, si celebrerà la chiusura del Giubileo della Speranza a livello diocesano. La Santa Messa pontificale, presieduta dal cardinale Cantoni alle ore 15.00 in Cattedrale, segnerà il compimento di un cammino iniziato sotto il pontificato di papa Francesco e concluso accompagnati dal ministero di papa Leone. «Non si tratta di una semplice data, ma di un segno: siamo chiamati a riconoscerci come famiglia di Dio», ha sottolineato il vescovo, ricordando che la grazia del Giubileo non si esaurisce, ma continua a operare nei cuori e nelle comunità.
Il delegato diocesano per il Giubileo, don Cesare Bianchi, ha tracciato un primo bilancio di questo Anno Santo, definendolo «un’iniezione di coraggio, fiducia e speranza» per la Chiesa locale. Dalla grande partecipazione all’apertura del Giubileo fino ai numerosi momenti di preghiera e di pellegrinaggio, l’esperienza giubilare ha rafforzato i legami di comunione e richiamato l’essenziale: rimettere Cristo al centro, come “porta” di salvezza che si incontra nell’Eucaristia.
La celebrazione del 28 dicembre sarà trasmessa in diretta televisiva per favorire la partecipazione di tutti, mentre la diocesi invita i fedeli a vivere questo appuntamento come un momento di ringraziamento e di rilancio. Il Giubileo si chiude, ma il suo messaggio resta: essere, anche dopo Natale, pellegrini di speranza nel quotidiano.
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