“Parole di speranza” in carcere. Libri, relazioni e cultura per rimettere al centro la persona detenuta
Presentato a Milano il progetto del Gruppo Editoriale San Paolo in occasione del Giubileo dei detenuti. Luigi Pagano (garante dei detenuti di Milano): "Il sovraffollamento è la madre di tutti i problemi"
È stato presentato martedì 16 dicembre a Milano “Parole di speranza“, il progetto di sensibilizzazione e cura promosso dal Gruppo Editoriale San Paolo in occasione del Giubileo dei detenuti. L’iniziativa vuole mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita nelle carceri italiane e sul rapporto, spesso fragile, tra le persone detenute e le loro famiglie, proponendo al tempo stesso gesti concreti di solidarietà.
Una parte rilevante del progetto è realizzata in collaborazione con l’associazione Bambinisenzasbarre. Tra le novità annunciate, un reading previsto per il 2026 a cura della giornalista e scrittrice Daria Bignardi, dedicato alle detenute del carcere di San Vittore. Il progetto si inserisce in una fase in cui il tema carcerario è tornato al centro del dibattito pubblico, tra minori segnali di attenzione istituzionale e nuovi interrogativi sul diritto alla cultura negli istituti penitenziari.

La situazione delle carceri italiane è infatti segnata da un allarmante sovraffollamento. Al 30 aprile 2025 erano oltre 62.400 i detenuti a fronte di poco più di 51.200 posti regolamentari, con un tasso medio di affollamento superiore al 130%, e in molte strutture la percentuale supera addirittura il 150%. In alcuni istituti come San Vittore a Milano si arriva a oltre 220 detenuti per 100 posti previsti. (Dati Antigone.it)
«Da anni sentiamo il bisogno di sensibilizzare l’opinione pubblica sul senso della pena e sul valore delle relazioni familiari», ha spiegato don Simone Bruno, direttore editoriale di San Paolo Edizioni. “Parole di speranza” si articola infatti su due livelli. Da una parte la possibilità, per i clienti delle Librerie San Paolo, di donare libri alle carceri delle proprie città. Dall’altra la sottoscrizione di abbonamenti a Famiglia Cristiana e Il Giornalino da destinare ai detenuti e alle loro famiglie.
Ad aprire la conferenza monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema e delegato CEL (delegato per la catechesi e la liturgia) per la carità e il carcere, ha richiamato il recente documento dei vescovi lombardi e la necessità di migliorare le condizioni di vita dei detenuti, favorendo il reinserimento e riducendo il sovraffollamento.
Lia Sacerdote, fondatrice e presidente di Bambinisenzasbarre, ha ricordato l’impegno ventennale dell’associazione in nove regioni italiane e venti Paesi europei a tutela delle relazioni familiari, sottolineando il ruolo dell’Italia come Paese pilota nella protezione dei bambini con genitori detenuti.
Sul valore della cultura è intervenuto don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore di Kayros, che ha indicato nel libro uno strumento fondamentale di trasformazione, soprattutto per i più giovani.
Infine Luigi Pagano, nuovo garante dei detenuti di Milano, che ha definito il sovraffollamento «la madre di tutti i problemi» e ha ribadito la necessità di superare il carcere come strumento che oggi, ha detto, «anziché diminuire la criminalità la aumenta».
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