Dallo smartphone alle pinze: “Così cerchiamo di salvare i boschi di Castronno”

Un gruppo di cittadini ha dato vita ai VRA, i Volontari Rifiuti Abbandonati, per bonificare sentieri e vallette dall'inciviltà di chi usa il verde come una discarica

Raccolta rifiuti

C’è chi abbandona i rifiuti al ciglio della strada, nascondendola tra le fronde con pigrizia o meschinità, e chi invece decide di chinare la schiena per restituire dignità al paesaggio. A Castronno la resistenza contro il degrado ha il volto di una ventina di volontari, molti dei quali settantenni. Dalla primavera del 2025, non appena il cielo si fa terso, questo gruppo si coordina attraverso un semplice messaggio su WhatsApp sotto l’acronimo VRA, ovvero Volontari Rifiuti Abbandonati, per dare inizio a una meticolosa opera di bonifica dei boschi del paese.

Armati di guanti di cuoio, sacchi di tela e qualche pinza, i volontari passano a setaccio sottoboschi, rive e vallette, raccogliendo dalle zone più impervie tutto ciò che nulla ha a che fare con la natura. Il bottino di ogni spedizione è purtroppo generoso e sconfortante al tempo stesso, con i sentieri invasi da sacchi di indifferenziata, scarti edili, componenti meccaniche e persino residui chimici industriali. Una volta riempiti, i sacchi vengono depositati in punti accessibili e segnalati prontamente all’azienda locale di smaltimento, che collabora attivamente recuperando il materiale per avviarlo al corretto trattamento.

Questa mobilitazione spontanea ha colpito Andrea Cervini, varesino che da venticinque anni risiede a Parigi, il quale ha voluto segnalare l’attività del gruppo con una bella lettera che pubblichiamo.

Mi permetto di scrivere per segnalare un’iniziativa che merita, a mio avviso, di essere valorizzata nella speranza di ispirare e forse, chissà, di fare proseliti.
Tale iniziativa ha preso vita grazie ad un gruppo di (in buona parte) settantenni Castronnesi che dalla primavera 2025, non appena il meteo lo permette, hanno iniziato in modo completamente spontaneo e autonomo a prendersi cura del nostro territorio.
Armati di poco : un gruppo Whatsapp denominato VRA (Volontari Rifiuti Abbandonati), guanti di cuoio, sacchi di tela e qualche pinza, una decina/ventina di persone si danno appuntamento in diversi settori boschivi del Castronnese per ripulire, quanto più possibile, le zone prescelte da ogni tipo di rifiuto.
Non è difficile constatare quanto i nostri boschi siano invasi da immondizie di ogni genere : sacchi indifferenziati abbandonati senza criterio e senza vergogna al ciglio delle strade, involucri di ogni tipo, ma anche componenti meccaniche, residui chimici, edili e industriali. Insomma tutto ciò che nulla ha a che fare con la bellezza dei nostri boschi.
Boschi, sottoboschi, rive, vallette, corsi d’acqua vengono passati meticolosamente a rastrello per estrarne quanto a torto depositato da chi, per pigrizia, ignoranza o semplice meschinità sceglie di abbandonare la zavorra domestica in luoghi non consoni.
I sacchi riempiti, sempre ben guarniti, sono in seguito depositati in luoghi di facile accesso e segnalati all’azienda di smaltimento locale che li recupera con sollecito alfine di depositarli la dove saranno correttamente trattati.
A tale proposito, sono nativo di Varese ma vivo all’estero da ormai 25 anni e continuo a non capire quale principio spinga le persone ad avere una così povera considerazione del proprio territorio, soprattutto in presenza di metodi e infrastrutture cosi avanzate in merito di raccolta differenziata.
Il nostro sistema di raccolta, selezione e trattamento dei rifiuti è elogiato all’estero e fa invidia alle più grandi capitali europee (ad esempio a Parigi, dove abito). Ciò nonostante, il proliferare di rifiuti in ambienti boschivi è non solo una piaga desolante, ma ancor peggio, è inestinguibile! Zone pulite meno di un anno fa fanno già l’oggetto di nuovi passaggi da parte del gruppo VRA che continua ad estrarne quantità impensabili!   
Per concludere, spero che l’iniziativa sarà pubblicata cosi che anche le agglomerazioni vicine o anche solo i singoli cittadini, si interroghino e attivino iniziative del genere, magari con mezzi più conseguenti e magari con (anche pochi) finanziamenti pubblici che vedrebbero cosi un nobile utilizzo dei soldi dei contribuenti.
Detto ciò, sarebbe ancor maggiormente auspicabile una presa di coscienza da parte di quanti si permettono una tale mancanza di rispetto verso l’ambiente e la società.
Grazie dell’attenzione,
Cordiali saluti,
Andrea Cervini

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Pubblicato il 21 Gennaio 2026
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