LM Officina Meccanica, una storia di precisione che attraversa le generazioni a Samarate
Il proprietario dell'azienda, che ha sede a Samarate e opera nel settore delle lavorazioni meccaniche di precisione, Marco Faccini protagonista alla prima puntata di materia d'Impresa del 2026
LM Officina Meccanica è una di quelle realtà che raccontano bene cosa significhi fare impresa manifatturiera sul territorio: competenza tecnica, investimenti ponderati e una passione che si trasmette di padre in figlio. Una storia emersa anche nel corso della prima puntata del 2026 di Materia d’Impresa, la rubrica che racconta le aziende varesine attraverso la voce di chi le vive ogni giorno.
L’azienda ha sede a Samarate e opera nel settore delle lavorazioni meccaniche di precisione, con una specializzazione che negli anni si è affinata su produzioni ad alto contenuto tecnico e qualitativo.
La storia inizia nel 1978, quando quattro operai decidono di mettersi in proprio e fondare una società metalmeccanica. Dopo alcuni anni, con il naturale evolversi delle scelte personali e professionali, il progetto iniziale cambia forma: nel 1991 il padre di Marco Faccini mantiene il nome LM e avvia una nuova fase dell’azienda. «Ognuno aveva idee e obiettivi diversi, ma mio papà ha scelto di continuare, investendo e credendo in quello che faceva», racconta Marco.
La scelta strategica è chiara fin da subito: puntare sul controllo numerico. «All’epoca, per una realtà piccola come la nostra, le macchine automatiche erano quasi un lusso. Ma era l’unico modo per crescere». Torni e macchine computerizzate diventano così il cuore produttivo dell’officina, permettendo di affrontare lavorazioni sempre più complesse.
Negli anni Novanta LM cresce, assume personale e consolida la propria attività come contoterzista. Marco entra in azienda giovanissimo, iniziando come aiuto estivo durante le scuole medie. «Avevo quattordici anni, mi sono appassionato subito», ricorda. La passione diventa una scelta definitiva al termine delle scuole: «Quando è stato il momento di decidere se continuare a studiare all’università o venire in azienda a lavorare, per me è stato chiaro. Questo lavoro mi piaceva davvero».
Con il suo ingresso stabile in azienda, nei primi anni Duemila, LM Officina Meccanica si trasferisce in un capannone di proprietà a Samarate. «Volevamo essere più vicini a casa e avere uno spazio nostro, adatto agli investimenti che avevamo in mente». È in questa fase che l’azienda assume l’assetto attuale.
Oggi l’organico è composto da Marco e tre dipendenti, mentre la gestione amministrativa è affidata alla moglie di Marco, subentrata alla madre. E il fondatore è ancora presente in officina. «Non è uno che viene solo a bere il caffè e leggere il giornale: lui lavora ancora sulle macchine», dice il figlio sorridendo.
Le lavorazioni coprono diversi settori: innanzitutto aeronautica e motoristica, ma in altre occasioni anche nautica e tessile. Il tratto distintivo resta la produzione dal pieno. «Non lavoriamo su fusioni o pressofusi, ci siamo specializzati in questo e continuiamo su questa strada». In particolare, il settore motoristico riguarda la realizzazione di componenti destinati alla personalizzazione e al ricambio: «Sono pezzi che devono funzionare, ma anche appagare l’occhio. Devono essere belli».
LM lavora spesso su piccoli lotti, talvolta anche su pezzi singoli. «Il nostro lotto medio va dal pezzo unico a qualche centinaio di pezzi. Quando si parla di grandi numeri, ci sono aziende più attrezzate di noi». Un approccio che ha molto dell’artigianato industriale: «Ogni pezzo ha la sua particolarità, oggi non esistono più lavorazioni semplici».
Alcuni progetti restano impressi nella memoria più di altri. «Il pezzo più difficile? Uno scarico per una moto da corsa. Mi ha fatto tirare giù tutti i santi del paradiso», ammette. «Ci ho perso il sonno per un paio di notti».
Il mercato, nel frattempo, è cambiato profondamente. «Una volta c’erano più certezze: sui volumi, sui margini, sulla continuità del lavoro. Oggi non sai se domani il lavoro ce l’hai ancora». Anche la concorrenza è diversa: «Non è la Cina il nostro problema, ma i Paesi dell’Est come Polonia e Romania, dove il costo del lavoro è molto più basso».
Le trasformazioni tecnologiche sono un’altra sfida aperta. «L’intelligenza artificiale entrerà sempre di più nelle macchine e in certi casi farà la differenza», osserva Marco. «Per la produzione basica potrà sostituire alcune mansioni, ma per i pezzi particolari servirà sempre una persona competente».
Gli anni della pandemia sono stati complessi anche per LM. «Il Covid ha creato problemi enormi, soprattutto nella gestione quotidiana: entrate, uscite, personale, sicurezza». Alcuni settori si sono fermati, altri hanno rallentato, ma l’azienda ha superato quella fase senza perdite umane e mantenendo la propria struttura.
Guardando al futuro, Marco non dà nulla per scontato, nemmeno il passaggio generazionale. «Mio figlio oggi sogna di giocare a basket. Io spero che faccia quello che gli piace». E aggiunge: «Io sono rimasto qui perché avevo una passione. Se non c’è passione, questo lavoro è troppo faticoso».
Un pensiero che riassume bene lo spirito di LM Officina Meccanica e, più in generale, di molte piccole imprese del territorio che continuano a fare industria puntando su competenza, qualità e dedizione.
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