Oltre l’Orizzonte: cronache di un Giappone inaspettato
A Hiroshima, il Museo della Pace ci ricorda che la storia non è fatta solo di date, ma di persone. È un passaggio necessario per capire la resilienza giapponese: la capacità di ricostruire dalle ceneri senza perdere la propria identità
Una delle prime sorprese che si possono vivere nel Gran Tour Giappone Prestige? Il terzo giorno ci porta a Himeji. Sapete perché questo castello è rimasto bianco candido per secoli? Non è solo manutenzione. La leggenda vuole che sia protetto dagli spiriti benevoli. Salendo le scale ripide (occhio, si scivola se non fate attenzione!), noterete delle feritoie nel muro: servivano per gettare pietre o olio bollente. Ma la vera perla è il tetto, dove si trovano i Shachihoko, creature mitologiche con la testa di tigre e il corpo di pesce. Si dice che proteggano gli edifici dagli incendi sputando acqua.
Poi, passiamo all’Akashi Kaikyo. È strano pensare che sotto questo mostro di tecnologia, dove il vento soffia così forte da spostare le auto, si nascondano antiche storie di pescatori che temevano le ire dei draghi marini. La sera, a Dotonbori, il folklore diventa moderno: l’insegna del corridore Glico o il granchio gigante che muove le chele sono i nuovi totem di una città che vive per mangiare fino alla bancarotta (il famoso concetto di Kuidaore).
Hiroshima e il battito di Miyajima: dove gli Dei camminano
Prendere lo Shinkansen è un’esperienza unica. Il silenzio a bordo è talmente denso che ti senti in colpa anche solo a scartare una caramella. Arrivati a Miyajima, il paesaggio cambia.
Nota di Folklore: L’isola è considerata così sacra che per secoli è stato vietato morirci o partorirci, per non contaminare la purezza del suolo. Il torii rosso del Santuario di Itsukushima, che sembra galleggiare, è in realtà un confine tra il mondo degli umani e quello degli spiriti (i Kami). Anche se è in restauro, l’energia del posto non cambia.
A Hiroshima, il Museo della Pace ci ricorda che la storia non è fatta solo di date, ma di persone. È un passaggio necessario per capire la resilienza giapponese: la capacità di ricostruire dalle ceneri senza perdere la propria identità. In serata, fuggiamo verso Kyoto mentre i bagagli viaggiano da soli verso l’hotel: un piccolo miracolo di logistica che ti permette di arrivare a destinazione leggero come un monaco zen.
Kyoto e i segreti del mondo “fluttuante”
Kyoto non è una città, è un archivio di anime. Al Kiyomizudera, costruito senza chiodi, si respira un’aria antica.
Curiosità e Galateo: Se passeggiate per Gion o Pontocho la sera, potreste imbattervi in una Geisha. Fermatevi. Non rincorretela. Nel galateo giapponese, la privacy è il bene più prezioso. Guardarla da lontano, mentre scompare in una Ochaya (casa da tè), è il modo migliore per rispettare quel “mondo fluttuante” che resiste da secoli.
Al Fushimi Inari, i migliaia di portali rossi non sono lì per decorazione. Ogni torii è un dono di un’azienda o di un privato che ringrazia il dio Inari per il successo negli affari. Noterete spesso statue di volpi (le Kitsune): sono le messaggere del dio. Hanno sempre una chiave o un gioiello in bocca. Non toccatele, si dice che siano dispettose e proteggano i segreti del tempio.
Il Grande Buddha e i messaggeri di Nara
A Nara, entriamo nel Todaiji. La statua del Grande Buddha è così enorme che ci sono volute tonnellate di bronzo e oro. C’è una colonna con un buco alla base, grande quanto la narice del Buddha: si dice che chi riesce a passarci attraverso otterrà l’illuminazione nella prossima vita.
Sui Cervi di Nara: Sono ovunque. Non sono semplici animali, sono “Tesori Nazionali”. La curiosità è che sanno esattamente quando arrivano i turisti. Se vi inchinate davanti a loro, molti ricambieranno l’inchino. Ma fate attenzione: se avete in mano i biscotti senbei e non li date subito, potrebbero iniziare a mordicchiarvi i vestiti. È un rapporto complicato tra sacro e… appetito!
Kanazawa e il Giappone dei Samurai
Salendo verso Kanazawa, visitiamo il giardino Kenrokuen. Se ci andate in inverno, vedrete le yukizuri, le corde disposte a cono per proteggere i rami dei pini dal peso della neve. È un esempio di quanto i giapponesi curino la natura come se fosse un bambino piccolo. Nel quartiere dei samurai Nagamachi, visitando la casa Nomura, si capisce come la vita di un guerriero fosse legata all’onore e alla frugalità. Anche il giardino interno più piccolo è progettato per sembrare una foresta infinita se guardato dalla giusta angolazione.
Shirakawago e le Alpi Giapponesi
A Shirakawago, le case gassho-zukuri hanno i tetti spioventi che sembrano mani giunte in preghiera. Non è solo estetica: qui la neve cade così abbondante che un tetto normale crollerebbe. È una comunità basata sul Yui, lo spirito di cooperazione. Quando un tetto va cambiato, tutto il villaggio partecipa. È un Giappone antico, che profuma di fumo di legna e paglia umida.
A Takayama, il mercato mattutino è il posto migliore per assaggiare il cibo locale e vedere i contadini che vendono verdure sottaceto e artigianato. Qui il folklore è vivo in ogni vecchia casa di legno del borgo feudale.
La Valle Bollente e l’ombra del Fuji
Ad Hakone, la terra trema e sbuffa. Salire con la teleferica sulla Valle di Owakudani significa vedere fumi sulfurei che escono direttamente dal suolo. Le famose “uova nere” cotte nelle sorgenti vulcaniche sono un must: il guscio diventa nero per via del calcare e dello zolfo, ma dentro sono normali uova sode. Si dice che ognuna allunghi la vita di sette anni. Nel dubbio, se ne potrebbero mangiare un paio! Il battello sul lago Ashi è il momento della verità: il Monte Fuji apparirà o resterà nascosto dalle nuvole? In Giappone dicono che il Fuji si mostra solo a chi ha il cuore puro.
Tokyo, una megalopoli che va a mille
Infine, Tokyo, meta preferita tra i viaggi organizzati Guiness Travel dai nostri Clienti. È una megalopoli che frastorna con la sua velocità. Dalla Tokyo Tower al mercato di Tsukiji, passando per la follia di Akihabara. Ma il vero finale è a Nikko, tra i boschi sacri. Il Santuario Toshogu è un’orgia di oro e colori, un’eccezione alla solita sobrietà giapponese. Cercate il gatto che dorme (Nemuri-neko) inciso sopra un portale: simboleggia la pace, perché finché il gatto dorme, il mondo è al sicuro.
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