Varese si accende di entusiasmo al passaggio della Fiamma Olimpica
Una marea di gente tra palaghiaccio, centro città e Giardini Estensi ha dato il benvenuto ai Giochi. Daniela Colonna Preti ultima tedofora: "Un premio a tutto il movimento paralimpico"
Tanta voglia di fare festa, tanta voglia di stare insieme. Tanta voglia – soprattutto – di omaggiare e onorare una fiamma speciale, quella che dall’antica Grecia a oggi porta con sé i valori più belli dello sport. Quella accesa a Olimpia e destinata a illuminare, tra poche settimane, il braciere di Milano Cortina 2026.
Varese ha risposto alla grandissima al passaggio della fiaccola, riempiendo all’inverosimile i luoghi simbolo prescelti per la cerimonia. Tutto esaurito al palaghiaccio, due ali di folla enorme nei punti nevralgici del percorso come piazza Beccaria o piazza Montegrappa. E poi una marea umana ai Giardini Estensi, dove l’affluenza già buona del tardo pomeriggio si è trasformata in un oceano man mano che la fiaccola si avvicinava, tanto che prima dell’arrivo del corteo è stato chiuso l’ingresso a nuovi spettatori. Poco male: anche in via Sacco lo spettacolo è stato entusiasmante.
A concludere il viaggio varesino della fiamma, una emozionatissima Daniela Colonna Preti, un nome che fuori da Varese è poco noto ma che ha un altissimo valore simbolico. Daniela è la presidente della PolHa, società sportiva che tra Paralimpiadi estive e invernali ha fornito – e fornisce – un contributo eccezionale alle varie nazionali azzurre. Per questo, a sorpresa, è toccato a lei (e non al leggendario Mastino Jim Corsi, terz’ultimo tedoforo) entrare ai Giardini con il simbolo dei Giochi: «Mi è stato assegnato il numero 139 e quando ho scoperto che non c’era il numero 140, e che quindi sarei stata l’ultima, mi sono emozionata enormemente. Ma sono felice perché questo compito è un premio per i nostri atleti della PolHa e per tutto il movimento paralimpico». Che a Varese, grazie a Daniela e ai suoi, ha raggiunto vette di partecipazione e risultati uniche in Italia.
Ma le emozioni hanno toccato il cuore anche di gente che è stata abituata ai grandi palcoscenici come il gruppo (celestiale) del basket formato da Toto Bulgheroni, Aldo Ossola, Luis Scola o Andrea Meneghin. «Passare in mezzo a tutta questa gente mi riporta alla notte dello scudetto ’99 – sorride il Menego – ma anche alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi cui ho partecipato da giocatore (Sidney 2000 ndr). Portare la fiaccola ti fa volare: è indescrivibile l’entusiasmo e i valori dello sport che si respirano in quel breve tratto di strada».
Entusiasmo e valori che si sono respirati a pieni polmoni fin dalle esibizioni alla Acinque Ice Arena e dalla partecipazione della gente al villaggio allestito ai Giardini, tra chi si è messo in coda per fare la foto con la riproduzione della fiaccola (ben tre punti: uno all’esterno e due interni grazie a Eni e Coca Cola) oppure provare il simulatore di sci, cantare con il karaoke o applaudire i ballerini chiamati a esibirsi sul palco, posto davanti alla fontana. Tante iniziative per un pubblico letteralmente dagli zero ai cento anni: tante le famiglie, tanti anche i giovanissimi – alcuni arrivati con le proprie squadre di appartenenza – e tante le persone che hanno voluto dare un segnale a favore dello sport che unisce.
Bella anche l’iniziativa di numerosi gruppi e associazioni che hanno voluto partecipare srotolando i propri striscioni (comprese alcune proteste civili a favore della Palestina) come bello è stato assistere ai momenti speciali. Dalla famiglia bosina a San Vittore alla Banda di Capolago che si è esibita all’ombra del Bernascone, fino alla fanfara dei Bersaglieri. Associazioni, suonatori, volontari di ogni tipo, politici (interventi misurati, va detto) e – ovviamente – sportivi. A Varese c’era tutto: le Olimpiadi se lo meritano.
LA POLHA – Chi volesse approfondire l’operato della PolHa può riascoltare l’intervista a Daniela Colonna Preti andata in onda su Radio Materia qualche mese fa e disponibile in podcast. La trovate nel box sottostante.
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