A Luino un confronto pubblico con Roberto Castelli su frontalieri e ristorni

Sabato 28 febbraio a Palazzo Verbania un incontro pubblico per fare chiarezza sul confronto tra Italia e Svizzera. In discussione la nuova tassa sulla salute, i ristorni e le possibili ricadute sui comuni di confine.

Roberto Castelli al Socrate per il partito del nord

Si terrà sabato 28 febbraio alle ore 10.30 a Luino, nelle sale di Palazzo Verbania, l’incontro pubblico dedicato al tema dei frontalieri, della tassa sulla salute e dei ristorni tra Svizzera e Italia. Un appuntamento che vedrà la partecipazione dell’onorevole Roberto Castelli insieme all’avvocato Furio Artoni e al dottor Luigi Lovisetti, con l’obiettivo di approfondire un dibattito che nelle ultime settimane ha assunto toni accesi.

Al centro dell’iniziativa, il confronto aperto dopo la mozione presentata nel Parlamento del Canton Ticino per sospendere, in tutto o in parte, i ristorni all’Italia. Una proposta che, dal punto di vista ticinese, si fonda su un’interpretazione giuridica dell’accordo fiscale bilaterale tra i due Paesi.

Ristorni e accordo fiscale: cosa prevede l’intesa

L’accordo tra Svizzera e Italia stabilisce che i cosiddetti “vecchi frontalieri” siano tassati esclusivamente in Svizzera. In cambio, la Confederazione versa ogni anno all’Italia oltre 100 milioni di franchi sotto forma di ristorni, risorse che in larga parte arrivano ai comuni di confine della Lombardia.

La recente introduzione, con la Legge di bilancio 2024, della cosiddetta tassa sulla salute ha però riaperto il confronto. La misura prevede un contributo compreso tra il 3% e il 6% del reddito netto annuo prodotto in Svizzera, con un minimo di 30 euro e un massimo di 200 euro mensili, destinato al Servizio sanitario nazionale.

Il nodo della doppia imposizione

Secondo i promotori dell’incontro, il punto critico riguarda la natura della misura. Se si tratta di un contributo sanitario parafiscale, il confronto rimane politico. Se invece viene configurata come imposta proporzionale al reddito prodotto in Svizzera, potrebbe entrare in contrasto con l’articolo 9 dell’accordo bilaterale, che prevede la tassazione esclusiva in territorio elvetico.

Da qui il ragionamento sviluppato in Ticino: qualora l’Italia introducesse una nuova imposizione su quel reddito, verrebbe meno la base giuridica che giustifica il versamento dei ristorni. La sospensione rappresenterebbe quindi una leva di pressione con effetti diretti sui bilanci dei comuni di confine.

Le ricadute sui territori lombardi

Il tema riguarda migliaia di lavoratori lombardi che ogni giorno attraversano il confine. I frontalieri versano già le imposte alla fonte in Svizzera e contribuiscono indirettamente alla fiscalità italiana anche attraverso i ristorni destinati ai territori.

Le organizzazioni sindacali hanno annunciato la possibilità di ricorsi alla Corte costituzionale. Nel frattempo, il dibattito resta aperto sia sul piano politico sia su quello istituzionale, con interrogativi sulla tutela dei comuni di confine e sulla necessità di un confronto tra Roma e Berna.

L’incontro pubblico a Palazzo Verbania

L’appuntamento di Luino si propone come momento di approfondimento e confronto aperto a frontalieri, amministratori locali, categorie economiche e cittadini. Oltre a Roberto Castelli interverranno l’avvocato Furio Artoni e il dottor Luigi Lovisetti.

L’obiettivo dichiarato è analizzare i profili giuridici e le possibili soluzioni, tra cui l’apertura di un tavolo tecnico con la Svizzera e una rimodulazione della misura che eviti il rischio di doppia imposizione e tuteli le risorse destinate ai territori.

L’incontro è a ingresso libero.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2026
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