Coop visita “l’ospedale di tutte le guerre” ad Amman sostenuto con #CoopforGaza
Dal 14 al 17 febbraio una delegazione delle cooperative di consumatori ha visitato ad Amman, in Giordania, lo Specialized Hospital for Reconstructive Surgery di Medici Senza Frontiere, struttura d’eccellenza che accoglie feriti provenienti dalla Striscia di Gaza
Coop tocca con mano il risultato della solidarietà dei suoi soci: oltre 643 mila euro raccolti nel 2025 con la campagna #CoopforGaza sono diventati cure concrete per le vittime del conflitto israelo-palestinese. Dal 14 al 17 febbraio una delegazione delle cooperative di consumatori ha visitato ad Amman, in Giordania, lo Specialized Hospital for Reconstructive Surgery di Medici Senza Frontiere, struttura d’eccellenza che accoglie feriti provenienti dalla Striscia di Gaza.
La visita ad Amman
Quattro giorni per incontrare medici, fisioterapisti, psicologi e mediatori culturali e per osservare da vicino il lavoro di quello che è conosciuto come “l’ospedale di tutte le guerre”. Attivo dal 2006, il polo dispone di 280 posti letto e negli anni ha accolto pazienti provenienti da diversi scenari di conflitto.
A rappresentare Coop c’erano Maura Latini, presidente Coop Italia, Daniela Mori, presidente del Comitato di Gestione Unicoop Firenze, Domenico Livio Trombone, presidente Coop Alleanza 3.0, Andrea Mascherini, presidente Coop Reno, Vincenzo Fazzi, presidente Coop Amiatina e Simone Zambelli, consigliere Coop Lombardia, accompagnati dai referenti di MSF.
Un approccio che guarda alla persona
Ogni paziente che arriva ad Amman riceve almeno un intervento chirurgico, spesso di chirurgia ricostruttiva, seguito da un percorso di fisioterapia, supporto psicologico e terapia occupazionale. L’obiettivo non è solo ricostruire una parte del corpo, ma restituire autonomia nella vita quotidiana.
Dalla riabilitazione motoria al sostegno per tornare a svolgere gesti semplici come tagliarsi le unghie, giocare a palla o pelare le patate, il percorso è pensato per accompagnare le persone verso un reinserimento sociale e lavorativo. All’interno dell’ospedale è attiva anche una scuola, progettata in modo integrato con le cure sanitarie, per garantire continuità educativa ai più giovani.
Tra le storie incontrate dalla delegazione, quella di una bambina unica sopravvissuta all’incendio della tenda in cui viveva con la famiglia e quella di una ragazza rimasta sola dopo il bombardamento dell’appartamento dove si erano rifugiati i suoi cari.
I numeri della solidarietà
La gestione annuale della struttura richiede circa 12 milioni di euro e si basa esclusivamente su finanziamenti privati: MSF, infatti, non accetta contributi dai governi.
Il sostegno di Coop rientra nella campagna #CoopforGaza, avviata a fine luglio e conclusa il 31 ottobre. Alla raccolta di 143 mila euro donati da soci e consumatori sul conto corrente dedicato si sono aggiunti i 500 mila euro stanziati dalle cooperative all’avvio dell’iniziativa, per un totale di oltre 643 mila euro.
Negli ultimi due anni MSF è stata impegnata a Gaza con più di mille operatori umanitari in 10 strutture tra ospedali, cliniche e centri di salute primaria. I team hanno effettuato oltre 1,2 milioni di visite mediche, eseguito 29 mila interventi chirurgici e assistito 16 mila parti.
Con i fondi raccolti da Coop sono già stati curati migliaia di feriti di guerra e persone colpite da patologie legate alle condizioni di vita estreme, come infezioni cutanee, oculari, respiratorie e gastrointestinali. Un impegno che prosegue nel tempo e che trova nell’ospedale di Amman un punto di riferimento stabile per trasformare la solidarietà in cura.
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