“Finché ci divertiamo, andiamo avanti”: la cultura di famiglia del Circolo Masolino da Panicale

Dal concorso di poesia nato in treno alle mostre storiche, dai libri sul dialetto alla cucina degli anni ’50: a Castiglione Olona un’associazione racconta il territorio e il mondo con passione e ostinazione. L'intervista a Radio Materia

Radio Materia

C’è una giornata di pioggia, un treno verso Laveno e un premio di poesia da ritirare. È così che, quasi per caso, nasce un’associazione culturale destinata a lasciare il segno a Castiglione Olona. «Perché non lo organizziamo noi, un concorso?», si chiedono Michele Piacenza e Carla Vittori tornando a casa. Nel giro di poche settimane, nel 2008, quel sogno prende forma: nasce il Circolo culturale Masolino da Panicale.

Michele, presidente, scrive poesie da sempre. Carla, segretaria, lo ha conosciuto online, quando le chat erano ancora un territorio pionieristico. Stesse passioni, stessa curiosità culturale. Dal virtuale al reale, fino al matrimonio – celebrato non a caso a Palazzo Branda Castiglioni – e alla nascita di un’associazione che è, prima di tutto, una storia di famiglia.

All’inizio c’è la poesia. Il concorso diventa l’appuntamento identitario del circolo: ogni anno autori da tutta Italia arrivano nel borgo, attratti non solo dal premio ma anche dal fascino del luogo, l’“isola di Toscana in Lombardia”. Ai vincitori viene regalato anche un soggiorno in paese: cultura e turismo che si intrecciano.

Il nome dell’associazione è un omaggio a Masolino da Panicale, protagonista del primo Rinascimento e autore degli affreschi che impreziosiscono il borgo grazie alla visione del cardinale Branda Castiglioni. Un’eredità artistica che ancora oggi segna l’identità di Castiglione.

Mostre, libri e memoria: la cultura come racconto

Negli anni il circolo ha ampliato lo sguardo. Non solo poesia, ma mostre storico-didattiche capaci di spaziare dallo sbarco sulla Luna al Tempio di Gerusalemme, fino alle “Streghe della notte”, il reggimento femminile di aviatrici sovietiche della Seconda guerra mondiale.

Ogni mostra è accompagnata da un volume che ne approfondisce contenuti e cronologia. «La storia va conosciuta per capire il presente», spiegano. E non è un caso che il prossimo progetto sia dedicato alla DDR, la Germania dell’Est: quarant’anni di storia europea che ancora oggi pesano sugli equilibri del continente.

Ma il legame con il territorio resta fortissimo. Il circolo ha pubblicato un vocabolario dei dialetti locali, una raccolta di oltre 4.500 proverbi e un libro che è diventato il più amato: La cucina della memoria, dedicato ai piatti degli anni ’50 e ’60.

Non è solo un ricettario. È un atto d’amore verso la famiglia, un affresco domestico in cui la nonna Angioletta – «un vero sergente», racconta Michele – diventa simbolo di un’epoca. Aneddoti che fanno sorridere, come la prima pizza vista negli anni ’50 e scambiata per “roba da forestieri”. Storie che restituiscono il senso di una comunità che cambia.

Il Covid e la sfida dei volontari

Come molte realtà associative, anche il circolo ha sentito il colpo del Covid. «Prima avevamo tantissimi volontari. Dopo, qualcosa si è rotto», raccontano. Eppure non si sono fermati.

Oggi il consiglio direttivo è composto da cinque persone, affiancate da collaboratori preziosi come il perito numismatico Fabio Perrone e il presidente di giuria Gerardo Genovese Mario Vittori vice presidente. I premi? Niente denaro, ma oggetti culturali: monete antiche, libri, simboli di memoria.

«Non ci siamo abbattuti. Ogni tanto ci chiediamo: ci stiamo ancora divertendo? Se la risposta è sì, continuiamo».

Un sogno per Castiglione

Se c’è un desiderio nel cassetto, riguarda il futuro del paese: una sala polivalente, uno spazio condiviso per mostre, musica, incontri. «Non solo per noi, ma per tutte le associazioni». Un luogo di comunità in un borgo che, tra fiere storiche e restauri finanziati da bandi regionali, continua a cercare nuove energie.

Il Circolo Masolino da Panicale resta lì, in equilibrio tra memoria e contemporaneità. Con la poesia come primo amore e la convinzione che la cultura, quando nasce in famiglia, può diventare un patrimonio collettivo.

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chiara.ferraro@varesenews.it
Pubblicato il 26 Febbraio 2026
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